Alto Calore Patrimonio: Fierro risponde alle richieste di FI

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Avellino – Dopo la richiesta di Forza Italia di ricevere chiarimenti in merito alla situazione in cui versa l’Alto Calore Patrimonio, il presidente Lucio Fierro, chiamato in causa, risponde. Riceviamo e pubblichiamo la nota:
Forza Italia mi rivolge un invito garbatamente polemico a fornire a chiarimenti in ordine alla società che presiedo. Non mi sottraggo; anche se questi già stanno nelle relazioni in assemblea. Di essi però non vi è traccia sulla stampa, probabilmente per la esposizione mediatica della società gemella, l’Alto Calore Servizi, che ci ha lasciato in ombra. Mi ritengo scusato, perciò, se approfitto per puntualizzare.
La polemica sul presunto errore della separazione in due società del vecchio consorzio mi sembra datata e di retroguardia. Per quanto mi riguarda, ferma restando la proprietà pubblica delle reti, non considererei negativo un qualunque provvedimento legislativo che individuasse anche un diverso soggetto a cui attribuirle. La verità però è che la evoluzione legislativa in itinere conferma come la separazione della proprietà delle reti dalla gestione del servizio resta l’unico vero presidio di un ruolo forte del pubblico in materia di uso delle risorse idriche. Specioso è poi continuare un’assurda querelle su chi sia il proprietario effettivo delle reti. Se c’è certezza del diritto la magistratura penale non potrà non riconoscersi in quanto già definito dalla magistratura specializzata che con sentenze inequivocabili del Tribunale Regionale delle Acque ha riconosciuto la piena proprietà per la Patrimoniale di tutte le reti già trasferite al Consorzio.
Per me la questione vera è un’altra, quella di vedere come le due società, in maniera concorde, possano fare ciascuna la loro parte per abbattere costi e risanare conti non attraverso aumento di tariffe o licenziamento di personale ma migliorando le reti e l’ampliamento delle attività con altre sinergiche. Su questo ci siamo impegnati, noi e gli amministratori dell’ACS, in questi mesi delineando un percorso che vede la Patrimoniale titolare di nuovi interventi (progetti di abbattimento delle perdite d’acqua nelle reti interne; progetto di integrazione dell’esistente attività di trattamento e depurazione rifiuti liquidi con un impianto di trattamento anaerobico della parte organica dei rifiuti solidi; produzione di energia da fonti rinnovabili; imbottigliamento acqua) individuando invece nella Servizi non solo la società di gestione finale ma anche il soggetto che, utilizzando una solida struttura tecnica, predispone le progettazioni senza nuovi costi esterni. Questa ci è sembrata essere la via meno traumatica, per gli utenti e per il personale di fuoriuscita dalla crisi seria che con coraggio il Cda dell’ACS ha evidenziato, di divaricazione tra costi e ricavi nella gestione del servizio idrico. L’ampliamento del ‘core business’, assieme ad altre misure – come, ad esempio, il taglio delle spese di contenzioso che oggi sono duplicate – sono le due gambe di un progetto serio di risanamento a cui la Patrimoniale ha inteso dare il suo pieno e convinto apporto anche finanziario. Con le Assemblee delle due società questo programma entrava nella piena fase attuativa. Non posso che ribadire la preoccupazione seria che ho espresso in sede di assemblea, e dall’assemblea interamente condivisa, che la crisi di direzione dell’Alto Calore Servizi possa rappresentare un ostacolo serio ad andare avanti, anche se dovesse consistere solo in una battuta di arresto. Il cammino fatto ha già richiesto mesi di intenso lavoro e richiede decisioni convinte e sollecite che si sarebbero dovute adottare proprio in questi giorni, avendone ottenuto il mandato dalle assemblee. Il mio essere essenzialmente un politico che è stato chiamato dalla sua parte ad un incarico di responsabilità in una società pubblica non mi consente di fingere di non comprendere come si siano accumulati elementi di tensione politica che inevitabilmente si scaricano anche su istanze che dalla legittimazione politica ricevono la rappresentatività. Nondimeno avverto come, rispetto a società per azioni, la questione dell’equilibrio dei conti e della chiarezza sulla mission, siano elementi di almeno pari valore con l’esigenza di un chiarimento politico. Noi non rendiamo certo conto ad azionisti privati. Ma l’esigenza di tenere al centro l’interesse delle società è, a mio avviso, ancora maggiore se siamo chiamati a rendere conto ad azionisti pubblici e sopratutto, gestendo un pubblico servizio in regime di monopolio, alla generalità degli utenti ed alla pubblica opinione. Mentre ringrazio gli azionisti della fiducia confermata con il voto unanime sul bilancio, non posso che confermare che, per quel che mi riguarda, essa può essere interpretata solo come un esplicito invito ad andare avanti lungo la strada segnata in questi mesi. Orientamenti diversi sono possibili e legittimi, ma con un diverso management gestionale
“.

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