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Ovviamente, così come convenuto negli incontri istituzionali tenuti nei giorni scorsi, l’ACS aprirà la propria compagine sociale a tutti quegli Enti territoriali che ne faranno richiesta e si farà carico di regolarizzare nel corso del tempo i rapporti con i gestori attuali esistenti sul territorio. Questa strada – a parere dell’organo di governo dell’A.C.S. – appare l’unica strada perseguibile, sia sul piano economico che sul piano temporale. Infatti, altre ipotesi, come la costituzione di una nuova compagine societaria, è del tutto infondata e richiederebbe tempi lunghi oltre ad un dispendio economico assolutamente non giustificabile. D’altra parte la posizione espressa attualmente dal Consiglio di Amministrazione dell’ACS risulta essere in perfetta sintonia e continuità con quanto fatto e sostenuto dai precedenti CdA dell’ACS. Apparirebbe davvero paradossale che ciò che si riteneva possibile e legittimo ieri oggi non sia più legittimo e possibile. Pertanto – conclude la nota del CdA dell’ACS – alla luce di quanto sopra esposto si ritiene opportuno che il CdA dell’ATO convochi un’assemblea nel corso della quale, riportando anche i risultati degli incontri avuti, si arrivi all’affidamento in-house del S.I.I. all’ACS.