
Avellino – “Mentre l’organigramma, squisitamente figlio della logica più perversa della peggiore politica lottizzatrice, dell’Alto Calore Patrimonio-servizi è stato disegnato, chi resta fuori, fa’ il ‘baciamano’…chiedendo, magari per il passo indietro fatto, un posto in qualche altro ente pubblico, magari l’ATO. Ancora più grave è quando Gianluca Festa afferma, cito testualmente: ‘la nostra lealtà e il nostro senso della coalizione dovranno essere apprezzati e premiati’. Con queste affermazioni il presidente dei Verdi fa capire senza mezzi termini che la logica che viene trasmessa ai suoi compagni di viaggio è: tu dai una cosa a me e io do una cosa a te”. Interviene in questo modo Carmine Cogliano, coordinatore provinciale Area Critica Comunista, sulle recenti nomine all’ente di Corso Europa. “Strano modo di far politica – incalza – per un partito come quello dei verdi che porta avanti battaglie sulla trasparenza e che dovrebbe condannare, anziché diventarne complice attivo, la costante: tanti voti tanti posti di comando. Mi sento di dover condannare con forza queste affermazioni ritendole non consone ad un partito come quello dei Verdi. A tale proposito sarebbe opportuno capire se Festa rappresenta realmente il Partito di Pecoraro Scanio o rappresenta se stesso, è un metro dell’agire politico che dovrebbe appartenere più all’identità dei partiti vecchi e nuovi dell’area centrista reazionaria che non alla sinistra ecologista”.
L’Irpinia, secondo Cogliano, avrebbe bisogno di tutt’altro tipo di battaglie, l’attuale ‘arretrato politico’: “vìola le più elementari regole di rappresentanza gettando alle ortiche la dignità della gente per conto della politica come spartizione di posti – e in questo senso sottolinea – Le battaglie da portare avanti in Irpinia sono quelle per l’acqua pubblica, per l’abbassamento esponenziale dei costi della politica, per la risoluzione della piaga della disoccupazione, per l’integrazione dei migranti siano essi extracomunitari che comunitari”. L’auspicio, conclude il coordinatore provinciale Area Critica Comunista è che: “i militanti del partito degli ecologisti irpini sappiano marginalizzare queste spinte individualistiche portando di nuovo i Verdi in quel percorso naturale che deve ridisegnare la politica, la politica che ascolta e lotta, in Irpinia”.