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Alto Calore – A Madaro nuova diffida dei sindaci del Pd

Avellino – Dopo la nota del 26 luglio, con la quale si cerca di rappresentare la situazione verificatasi il giorno dell’assemblea dei soci dell’Alto Calore Servizi “in modo diverso”, i sindaci ricordano che “alcuni fatti sia formali che legali sono incontestabili”. Si apre così la seconda diffida diretta a Donato Madaro da parte dei sindaci di Aiello del Sabato, Altavilla Irpina, Atripalda, Avellino, Bonito, Candida, Castelfranci, Castelvetere, Cervinara, Cesinali, Cianche, Chiusano, Contrada, Flumeri, Forino, Frigento, Greci, Grottaminarda, Grottolella, Lioni, Luogosano, Manocalzati, Marzano di Nola, Melito, Montaguto, Montecalvo, Montefalcione, Montefredane, Montoro Inferiore e Superiore, Mugnano del Cardinale, Parolise, Pieatrstornina, Pratola Serra, Quadrelle, Roccabascerana, Salza Irpina, San mango, Santa Lucia di Serino, San Martino Valle Caudina, San Sossio baronia, Sorbo Serpico, Taurano, Torrioni, Tufo, Venticano, Villamaina, Villanova, Pungoli, Apice, Apollosa, Arpaise, Buonalbergo, Bonea, Castelvenere, Ceppaloni, Faicchio, Guardia Sanframondi, Montesarchio, Paduli, Pannarano, Pietrelcina, Reino, San Lorenzo Maggiore, San Nicola Manfredi, Sant’Angelo a Cupolo, Sant’Arcangelo a Trimonte, Solopaca, Santa Croce del Sannio, San Martino Sannita.

“La Sv – è il testo – in qualità di presidente dell’assemblea ha gravemente oltraggiato la proprietà dell’Acs in diverse circostanze, quali:
quella di presentarsi in aula con oltre un’ora e quindici minuti di ritardo sull’orario previsto per l’inizio dei lavori;
quella di non aver provveduto a rilevare la presenza dei soci così come è stato fatto in tutte le occasioni precedenti;
quella di aver militarizzato la sede impedendo ai soci di muoversi liberamente”.
Circostanze che inducono i firmatari a ritenere che ci sia stata “premeditazione e organizzazione atta a favorire lo slittamento della votazione”.

“L’aver rilevato il grave vizio – continuano – è stato solo un maldestro tentativo di sfruttare l’occasione fornita dal sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi al fine di motivare il rinvio.
In effetti il ‘grave vizio’ nella fattispecie non ricorre in quanto si trattava tuttalpiù di atto soggetto ad annullamento, sanabile ai sensi dell’art. 2377 comma 8 del Codice civile che recita: ‘l’annullamento delle deliberazioni non può aver luogo se la deliberazione impugnata è sostituita con altra presa in conformità della legge e dello statuto’
.
Cosa questa che è stata ricordata in occasione dell’assemblea dal sindaco Ricci poiché, secondo quanto proposto, si poteva procedere all’elezione degli organi sociali i quali, eletti ed insediati nel pieno delle loro funzioni, avrebbero proceduto alla riconvocazione dell’assemblea nel rispetto della legge e dello statuto sottoponendo all’approvazione dell’assemblea lo stesso ordine del giorno della precedente. Tale questione pone in evidenza da parte della Sv un comportamento omissivo e scarsamente rispettoso delle leggi in quanto l’art. 2392 recita: ‘gli amministratori devono adempiere i doveri ad essi imposti dalla legge e dallo statuto con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e dalle loro specifiche competenze’.

Il comportamento che la SV ha tenuto, piuttosto che ispirarsi al rispetto della legge, è frutto di irresponsabile e negligente improvvisazione per cui parlare di ‘legittimità dell’agire sociale’ e dire ‘nell’interesse della società stessa ho ritenuto indispensabile aggiornare’ appare fuori luogo e inappropriato legalmente.
La procedura appare chiaramente non rispettosa della legge, dello statuto e della volontà dei soci presenti in aula la maggioranza dei quali, come già espresso nella diffida precedente, chiedeva di proseguire nell’assemblea procedendo all’elezione delle cariche sociali. Inoltre l’annunciata riconvocazione dell’assemblea pone questioni giuridiche nuove che possono sfociare in ulteriori ritardi poiché il codice pone a carico degli amministratori restanti il dovere di convocare l’assemblea ma lo pone in termini plurali.
L’assemblea convocata dalla SV senza il supporto del cda pone seri dubbi di legittimità.
D’altronde, inavvertitamente o di proposito, la SV lo ha ricordato nella nota inviata ai consiglieri Damiano, Tranfa e Urciuoli.
Orbene l’annunciata convocazione da chi è stata fatta atteso che il consiglio è andato deserto? (…)

L’atteggiamento che la SV sta perseguendo nuoce gravemente alla società, ai soci e ai dipendenti poiché non tiene conto delle dimensioni e delle risorse della società amministrata nonché dell’impatto economico negativo degli atti compiuti. (…)
Per questo motivi i sottoscritti sindaci diffidano ulteriormente a:
convocare il presidente eletto Francesco Maselli per il passaggio delle consegne al fine di procedere al suo insediamento del nuovo Cda che potrà in tal modo convocare nuovamente l’assemblea dei sindaci sanando le questioni sollevate dal sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi;
in alternativa convenire sulla convocazione dell’assemblea dei soci da parte del Collegio sindacale”.

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