
Avellino – Verranno presentate il prossimo 30 giugno a Flumeri le “linee guida del piano di sviluppo e marketing communication” sviluppate nell’ambito dei Progetti Integrati Rurali – Alta Irpinia e Baronia per l’innovazione in agricoltura. Un’attività d’indagine e di analisi per il rilancio del territorio per la quale questa mattina sono stati anticipati temi ed obiettivi nel corso della conferenza stampa di presentazione tenuta presso la sala Grasso di Palazzo Caracciolo. Al tavolo dei lavori il Presidente della Comunità Montana Ufita Giuseppe Solimine, il coordinatore di progetto Ottorino Mastrilli ed il responsabile socio-amministrativo del Pir Raffaella Rocco. Strutturata sul Por Campania 2000-2006 e cofinanziata dal Feoga, l’iniziativa (350mila euro complessivamente investiti nelle varie azioni) va ad insistere su due diversi ambiti territoriali: la Baronia e l’Alta Irpinia. Nello specifico: Aquilonia, Carife, Lacedonia, Monteverde, San Sossio Baronia, Scampitella, Vallata, Vallesaccarda e Zungoli, i comuni oggetto dei rilievi e delle osservazioni del team specialistico preposto (16 consulenti complessivamente). Ad illustrare nel dettaglio i risultati dello staff, il coordinatore Mastrilli: “Siamo partiti dalla valutazione degli investimenti di ciascuna azienda agricola, attività dalla quale – ha spiegato – è emerso forte il bisogno di potenziare l’informazione e la formazione degli operatori verso le nuove progettualità e l’innovazione nella valorizzazione del territorio. Siamo poi passati all’esame dei punti di forza, come il patrimonio artistico e naturale, le specificità socio-economiche ed enogastronomiche, la posizione georeferenziata. E tra le singole ricerche, particolare interesse hanno fornito i risultati in merito alle prospettive di internazionalizzazione della produzione agricola. Sono buone infatti le potenzialità del territorio verso l’esportazione – ha sottolineato – ma per intercettare questa opportunità è indispensabile insieme ad un inevitabile sforzo di adeguamento della produzione, anche un fattivo contributo di supporto da parte delle istituzioni”. Dei macro-obiettivi di progetto ha invece informato il responsabile socio-amministrativo Rocco: “Lo sforzo profuso si è rivolto verso la concertazione di un’organica integrazione tra produzione e sviluppo del territorio – ha detto – Le zone rurali devono divenire attrattive non solo in ottica economica ma anche di consumo, puntando sulle leve delle tipicità peculiari. Sei mesi di intenso lavoro con il quale sono state elaborate anche le azioni da porre in essere in chiave prospettica per il rilancio, che a questo punto – ha auspicato – vanno messe in pratica con la prossima programmazione”. Sulla necessità che le parole si tramutino in fatti e che quindi il piano di marketing territoriale preposto si concretizzi attraverso successivi interventi, si è soffermato anche Giuseppe Solimine. “E’ chiaro che questo è un lavoro propedeutico – ha dichiarato – e che ora sarà necessario passare alla fase operativa”. E qui inevitabilmente il discorso si è spostato verso il quadro generale. La ‘bufera’ che sta investendo la Comunità Montane, in fibrillazione e col fiato sospeso in attesa di notizie dalla Regione circa il loro riassetto. “In questo momento l’attenzione è rivolta verso le evoluzioni sul piano politico e generale. Il rischio – ha avvertito – è che venga vanificato il nostro lavoro. Il Progetto Integrato Rurale Alta Irpinia e Baronia ne rappresenta l’esempio lampante. Se gli sviluppi normativi dovessero portare ad un ‘rimescolamento delle carte’, come sempre accade in politica, state certi che il lavoro pregresso verrà messo da parte, con grave danno verso questi territori – ha concluso – che già hanno pagato un prezzo troppo alto e immeritato in termini di sviluppo”. (di Eddy Tarantino)