Almec, emergenza superata. Vecchia: “Ora si insista sul rilancio”

0
128

Avellino – Senza intoppi l’atto conclusivo dell’accordo per il superamento della vertenza alla Almec di Nusco. Ieri, come da programmi, le parti si sono incontrate in Confindustria per la formalizzazione dell’intesa, la cui concretizzazione era partita nella prima decade del mese e il cui assenso dei lavoratori era arrivato nella scorsa settimana. Oggi, all’indomani dell’importante tappa, il segretario provinciale della Fiom Cgil, Luciano Vecchia, prova a fare il punto della situazione. Una situazione, si badi bene, che non può essere assolutamente inquadrata come definitiva. Lo ricorda Vecchia, che avverte: “Il rischio sul futuro dello stabilimento non è del tutto scongiurato”.
Ma procediamo per gradi. Innanzitutto l’accordo, come ampiamente anticipato, che si strutturerà sullo strumento dei contratti di solidarietà per tutta la compagine salariata. I circa 270 dipendenti della Almec inizieranno ad usufruirne dal prossimo primo dicembre, suddividendosi in turni di lavoro di otto ore individuali secondo il criterio degli scaglioni. “Un sacrificio spalmato”, come lo definisce il segretario Fiom, che durerà otto mesi e terminerà nel luglio 2010. Per quella data, nel caso il peggio non fosse ancora passato, sarebbero riproponibili gli ordinari ammortizzatori sociali.
Fin qui il dispositivo, che, se è vero che da un lato raggiunge il fondamentale obiettivo di scongiurare i 140 tagli paventati nelle settimane nere di questo difficile 2009 dell’economia, è altrettanto vero che, dal punto di vista del rilancio produttivo, non riesce ad essere esaustivo.
E così, archiviata l’emergenza, per il sindacato è già tempo di voltare pagina e di guardare al futuro dell’opificio specializzato nella pressofusione in alluminio. “Con questo accordo sono state gettate le basi per recuperare sul mercato – riferisce Vecchia – ma ora sarà necessario procedere lungo questo solco per superare del tutto l’empasse strutturale”. Nel dettaglio si punta alla specializzazione delle funzioni (già avviata con lo scorporo societario per le attività di manutenzione), al potenziamento degli investimenti nelle attività di lavorazione, all’ammodernamento tecnologico degli impianti e all’implementazione in house di più fasi della lavorazione. Queste le leve interne per rafforzare la competitività, ma è chiaro che senza nuove commesse sarà difficile far decollare la produzione. In questo senso l’auspicio dei sindacati è che arrivino presto le chiamate dalle grandi aziende del settore, come Fiat o Piaggio. Circa i tempi di attuazione del piano di rilancio, le aspettative coincidono proprio con la fine della prossima estate, quando si completerà la fase dei contratti di solidarietà e quando, stando alle prospettive economiche, dovrebbero palesarsi buoni segnali di ripresa.
L’imperativo è quindi quello di non abbassare la soglia dell’attenzione sulla salute della fabbrica. E per farlo una bella mano arriverà proprio dall’accordo raggiunto, che “prevedendo degli step di verifica periodica del dispositivo – informa Vecchia – rappresenterà un’ottima occasione per monitorare costantemente la situazione”. Come dire: una battaglia è stata vinta, la guerra è ancora lunga. (di Eddy Tarantino)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here