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Alluvione a Quindici: ’10 anni dopo’ tra ricordi e progetti

Quindici – Duecentonovanta milioni di euro per le opere di messa in sicurezza della zona, altri quarantacinque milioni di contributi per la ricostruzione o la riparazione delle abitazioni danneggiate: sono le cifre della ricostruzione a dieci anni dalla valanga di fango che il 5 maggio del 1998 colpì, tra i vari comuni della Campania, anche Quindici.
Un pezzo di Pizzo d’Alvano, in quella drammatica ed indimenticabile giornata, venne giù e un fiume di fango e detriti invase le strade del paese. Undici le vittime a Quindici – 160 in totale nei paesi colpiti – che lunedì saranno ricordate con una santa messa e in serata con una fiaccolata che partirà dal quartiere Casamanzi. Ma lo stato di emergenza è finto: lo stabilisce un’ordinanza dell’uscente presidente del Consiglio Romano Prodi. Tre i punti per voltare pagina e guardare avanti: riqualificare le aree colpite, ultimare l’opera di bonifica dei Regi Lagni e riperimetrare la zona rossa. E del capitale stanziato dalla Regione Campania 77 milioni di euro saranno destinati agli interventi a Quindici.
Ma la memoria e le buone notizie non lasciano in ombra il bilancio di quanto è stato fatto finora per restituire ai cittadini le proprie abitazioni e per assicurare loro che non si possa ripetere la catastrofe: “A dieci anni dal disastro – ha spiegato Pasquale Versace, subcommissario di governo per l´emergenza idrogeologica in Campania fino al 2005 – possiamo fare un bilancio che comprende molte luci, come la realizzazione di enormi opere di ricostruzione e messa in sicurezza della zona, ma anche ombre legate ai tempi di realizzazione di alcune opere e alla lunga durata della struttura commissariale. Il bilancio è positivo visto che oggi possiamo dire che le zone sono garantite da un alto livello di sicurezza contro frane e inondazioni. Abbiamo realizzato due enormi vasche a Sarno e 12 vasche più piccole per gli altri comuni, tutte collegate a una serie di canali che garantiscono la perfetta affluenza delle piogge e di eventuali colate di fango”. Ma dopo dieci anni, la struttura commissariale è giunta alla fine del suo percorso: ora le competenze passeranno alla Arcadis la nuova Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo.

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