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“Non è facile – ha dichiarato il prof. Ricci – organizzare attività che non siano direttamente collegate alle discipline studiate”. E annuncia per il 2008 una lunga serie di iniziative in tal senso, che richiameranno il coinvolgimento diretto e spontaneo degli studenti.
Le relazioni tra la convergenza tecnologica e le prospettive della tv del domani sono state al centro della discussione tra il giornalista Pascotto, il prof. Ricci, il preside della Facoltà di Scienze Economiche e Aziendali, Ennio De Simone, e gli studenti.
Il libro, edito da De Angelis Editore nel 2007, quindi, come pretesto per avviare una discussione sui cambiamenti del piccolo schermo, con particolare riferimento alle piattaforme che stanno portando la tv nel pieno dell’era digitale.
“Per chi si occupa di storia economica – ha precisato il prof. De Simone – la televisione è una fonte di notizie importante per ricostruire la storia della seconda metà del XX secolo”. Il preside De Simone ha anche sottolineato il decadimento e la mancanza di qualità della tv commerciale.
“È in corso un cambiamento – ha rassicurato Pascotto – che sollecita nuove riflessioni: la molteplicità di offerte, la tv digitale e il satellite, l’IpTv (Internet protocol Television), la web tv e i video trasmessi dai telefonini e dagli altri apparecchi mobili permettono a ognuno di decidere il palinsesto ideale. Mentre si aprono nuovi spazi per prodotti realizzati sui bisogni dell’utente, si va verso una diversa fruizione dei media. Ma i nuovi media non provocheranno la fine dei giornali e della televisione generalista – l’autore ne è convinto -. È una questione di credibilità e di qualità. Si tratta piuttosto di adeguarsi alle tecnologie. Paradossalmente i nuovi media migliorano quelli vecchi. Senza Internet non sarebbero nati i giornali on-line o i video blogging”.
Alla domanda sul perché cambiare quando si potrebbe elevare la qualità della tv generalista, Pascotto risponde: “La tecnologia potrà far cambiare l’offerta in meglio e la tv generalista dovrà necessariamente adeguarsi”.