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A partire dalla spaccatura di Francesco Pionati con il vecchio amico Casini. L’avanzata dello scudo crociato verso un dialogo aperto con il Pd ha minato, secondo il senatore avellinese, l’identità storica del partito e lo ha portato a scelte coerenti o, per alcuni, controtendenza. Nessun tentativo di rimarginare la ferita. Anzi. Non è mistero la volontà da parte di Pionati di formalizzare un dialogo aperto con il Pdl.
Un ‘acquisto’ che potrebbe cambiare i rapporti tesi registrati negli ultimi tempi dopo la nomina di Marco Milanese quale commissario di FI in provincia di Avellino. L’on. di origini irpine, dopo un primo momento di strappo determinato – prima facie – da una serie di equivoci, ha già mostrato la volontà di intraprendere la strada della mediazione e soprattutto della collaborazione con i colleghi Sibilia e Gargani. Contestualmente ha frenato sulle vecchie alleanze puntando, prima di intraprendere il discorso, a ‘risanare’ i rapporti interni al partito. Insomma, prima la fortificazione, poi l’apertura all’esterno.
E mentre Pionati si avvicina alla destra, l’altra anima dello scudo crociato rappresentata da Angelo D’Amelio, Gennaro Romei e Crescenzo Pratola naviga a vele spiegate verso i Popolari di Ciriaco De Mita che vivono una fase di ricerca profonda di identità senza mostrare alcuna particolare tendenza rispetto ad alleanze ancora premature. Un lavoro basato sul confronto in cui, però, appare chiara la volontà di mantenere le distanze dal Partito Democratico. Non è un mistero, infatti, la declamata ‘avversione’ dell’onorevole nuscano che a proposito degli ex compagni di partito non ha mai mostrato alcuna remora all’attacco: “Nel Pd c’è una politica violenta e arrogante. Anche se occupano tutto non saranno mai nessuno”.
In transito anche la posizione dei Cristiano Sociali, ex Udeur capeggiati da Nino Musto, approdati allo scudo crociato e, a quanto è dato sapere, ora sempre più vicini all’Italia dei Valori.
Se qualcuno va… altri arrivano. Impegno per la formazione di un nuovo centrosinistra e allargamento dei confini della coalizione fino all’Udc di Pierferdinando Casini: è la strategia tracciata dai Socialisti di Riccardo Nencini, fermo nella volontà di accostarsi ad una coalizione riformista guidata dal Partito Democratico.