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Geppino De Francesco: “Evitiamo personalismi. Siamo un partito che ha una certa difficoltà a muoversi. Affinchè ci sia questo rilancio, è necessario che si vada al Congresso altrimenti avremmo un triumvirato”.
Vincenzo Buonomo: “E’ una situazione intollerabile. Si accusa il segretario di occupare tutto. Questo non è un tempo di vacche grasse. Il partito deve essere aperto a tutti”.
Ulderico Pacia: “Il Congresso provinciale si deve fare prima di quello nazionale. Alla fine di gennaio. Questa poca democrazia non è più ammissibile. Non esiste un’assemblea, non esiste un direttivo. Se questo è un partito, ditelo voi”. Franco Ferri: “Mettiamoci in cammino ritrovando la strada dei Socialisti”.
Marco Alaia: “Credo che ci sia un difetto di organizzazione, non disorganizzazione”.
Michele Casciello: “Non mi sento di avere occupato nulla se non la casa alla quale appartengo”. Dopo la sottolineatura che prende il plauso della platea diventa critico nei confronti della presidente della Provincia Alberta De Simone che non avrebbe rispettato gli alleati della coalizione convocando il Consiglio. “E’ impensabile che la Provincia ci pigli a schiaffi e noi non ci ribelliamo. Questo è un partito dormiente dove i consiglieri provinciali sono stati lasciati a se stessi”.
Mattia Trofa: “C’è un partito che ha un deficit a livello provinciale. Non ho avvertito per molto tempo un richiamo all’ordine, per le cose che non andavano. O si cambia registro, oppure…”. Morale della ‘favola’: “Io voglio le regole, cominciando con la costituzione di una Commissione di garanzia”. Intervento fiume a cui segue quello Giacomo Carpenito che mette innanzi, non prima di aver fatto il suo appello all’unità, la questione giudiziaria: “Entro lunedì dovremmo sapere la decisione del Consiglio di Stato per la richiesta della sospensiva. Per cui si vive tra una forza conseguente il consenso e una frustrazione dovuta a pura formalità. Mi auguro che venga ripristinata la legittimità dovuta. Io sono tranquillo”.
Atteso l’intervento di un Marco Di Lello ottimista e a tratti pungente nei confronti “di una sentenza che vedrebbe cancellati il consenso di 17 mila elettori. Credo che sia utile mettere l’entusiasmo senza dimenticare i competitori interni al centrosinistra. Ho sempre pensato che con una Margherita avellinese fatta di ex Popolari e con i Ds fermi a posizioni non riformiste, lo Sdi abbia una marcia in più. Pertanto canalizziamo l’entusiamo. Bisognerà conciliare tutte le esigenze. Anche perché siamo in presenza, di appuntamenti importanti. Ad Avellino l’approvazione del Puc e non solo. Abbiamo bisogno della massima serenità e celerità nei tempi. E’ necessario organizzare un dibattito senza andarci a sovrapporre alla scadenza delle politiche che è quanto mai vicina. Siamo, a causa di una legge truffaldina, costretti alla raccolta delle firme”. Un intervento che rispetta i tempi ‘europei’ ma non per questo non preciso. Tutt’altro. Messaggi chiari agli alleati di Palazzo Santa Lucia e dei Palazzi avellinesi ma soprattutto alla platea socialista. “C’è grande attenzione anche da parte nostra alle problematiche irpine. Sarete sempre voi a decidere contando sul sostegno dei vostri compagni”. E poi le conclusioni al segretario regionale Fausto Corace: “La capacità di ognuno di noi consiste nel sapersi riunire e ritrovarsi in un appuntamento che sia concreto. Da parte nostra non ci sarà alcuna intemperanza nonostante la ristrettezza dei tempi”.
Scambio di idee, alcune forti altre meno. Ma tutte indirizzate al rilancio del partito nel quale bisogna ritrovare il giusto clima e forse anche un metodo per un confronto più ‘frequente’ e dunque più dialogante. (di Teresa Lombardo)