Alla Irisbus niente crisi, Zaolino: “Merito delle scelte prese”

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Grottaminarda – La Irisbus di Grottaminarda è l’unico stabilimento-satellite Fiat-Iveco a non subire l’ondata di cassa integrazione forzata imposta dalla crisi nazionale nel settore automobilistico. Questo grazie ad oculate strategie politiche messe in atto dalla Fim Cisl che ha chiesto, nell’ottobre 2007, un pre-pensionamento di 100 unità in modo da arginare possibili misure di mobilità o cig. “Alla fine del 2007 – ha spiegato il segretario provinciale del sindacato Giuseppe Zaolino – abbiamo stipulato un accordo con la direzione dello stabilimento per scongiurare effetti negativi sui lavoratori nel 2008. Il patto prevedeva il pre-pensionamento di 100 operai garantendo così la continuazione della produzione”. La scia di benessere si è prolungata, poi, per tutto il 2008 tant’è che nessun dipendente è stato raggiunto dal provvedimento di cassa integrazione. “L’Irisbus – continua Zaolino – naviga in acque tranquille, anche se per il prossimo marzo, solo per scelte precauzionali, è prevista una settimana di cassa integrazione”. E di lavoro ce ne è. Dalla Grecia è arrivata una commessa per la realizzazione di 400 autobus, mentre dalla Regione Campania si è in attesa di una ulteriore commessa – Volturno – per la messa sul mercato di oltre un migliaio di mezzi da destinare ad un consorzio privato costituito da aziende manicipalizzate. L’ok dalla Regione garantirà, in quest’ottica, non solo lavoro per oltre anno, ma anche nuove assunzioni che andranno a ridurre la fetta di precari. “Con la realizzazione di nuovi bus – prosegue il segretario Fim Cisl – potrebbero esser sostituiti quei mezzi con oltre 15 anni di percorrenza, ormai usurati dal tempo e dall’utilizzo”. Ed è previsto per domani, presso la VI Commissione regionale, un incontro tra rappresentanti sindacali, i sindaci di Grottaminarda, Avellino, Pratola Serra e Pomigliano per fare quadrato sulla situazione di crisi in atto. “Una soluzione per la Fiat di Pomigliano – chiosa Zaolino – è data dalla possibilità di riportare l’esclusività del marchio Alfa presso la sede dello stabilimento napoletano. Ma questa decisone spetta solo alla Fiat ed intanto le speranze di migliaia di operai resta attaccata ad un filo”. (mar.ma)

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