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Alla guida dell’Astir un avellinese: è Leonardo Santoro

La Recam, Società di Sviluppo e Recupero Ambientale, nata da una iniziativa della Regione Campania con Italia Lavoro S.p.A. come soggetto imprenditoriale misto pubblico e privato a cui affidare la gestione di interventi di recupero ambientale, non esiste più: al suo posto ora c’è l’Astir che si occuperà anche dello sviluppo della raccolta differenziata incentivando la vendita di prodotti alla spina e reintroducendo il famoso ‘vuoto a rendere’. L’Astir effettua interventi mirati all’ambito della tutela dell’ambiente. Un settore di intervento di assoluta priorità in particolare in una regione devastata come la Campania. L’Astir, fra l’altro, si occupa anche delle bonifiche. La società è stata voluta dall’assessore Walter Ganapini. “L’assessore Ganapini voleva uno strumento operativo che potesse incidere sull’ambiente”. – ha spiegato Leonardo Santoro, avellinese da 30 anni a Milano, manager specializzato in strategia e organizzazione di aziende. L’Astir è di proprietà completamente regionale e dovrebbe assorbire l’Arpac Multiservizi (ex Pam) per convogliare il più possibile i fondi attesi nel settore: si prevede un budget di 150 milioni di euro in tre anni dai fondi Pon e comunitari. La nuova società prenderà in carico i 428 addetti, di cui 200 con contratto a termine, 121 “ad operatività limitata” come delegati aziendali e capacità limitate, veramente sul campo 323 persone. La nuova Recam ridurrà anche la rappresentanza sindacale. Spiega Santoro: “Ci sono 58 rappresentanti, in un rapporto da 1 a 6, è la prima azienda dove mi capita. Non va bene. Sigle come la Cisl hanno un solo rappresentante. D’ora in poi ce ne potranno essere uno, massimo due per sigla. Ho incontrato i sindacati, ottima impressione, gente che ha voglia di aria nuova e vuole partecipare al progetto. Almeno a parole. Ora vedremo i fatti”. Nel Cda di Astir entreranno consulenti scientifici, da tre a cinque, professori universitari e si avvarrà di tutti i migliori contributi scientifici. Ci sono piani di bonifica per quattro siti di interesse nazionale: Coroglio, Pianura, Napoli Est, litorale Domizio. Qui si lavorerà alla riqualificazione delle aree degradate. “Saremo competitivi. – annuncia Santoro – Vogliamo dimostrare che sappiamo fare bene anche qui in Campania”. Per i Cdr sempre Santoro auspica “…che il sottosegretario Bertolaso conferisca gli impianti alla Regione e che la Regione li dia da gestire alla nostra società”. Ma l’Astir non si occuperà “solo” di bonifica, essa si propone di gestire tutte le azioni inerenti al settore ambientale, in particolare si dovrebbe occupare di: azioni per la riduzione dei rifiuti, vendita prodotti alla spina, ciclo integrato dei rifiuti, manutenzione dei parchi naturali, gestione dei cdr, informazione e formazione ambientale, reintroduzione del vuoto a rendere, creazione una task force per lo sviluppo della raccolta differenziata per arrivare al 65 per cento nel 2013 e consulenza per armonizzare i piani esistenti ed applicati dai vari Comuni.

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