Alemanno ‘sponsorizza’ Preziosi: “Vincerà anche da solo”

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Da Roma ad Avellino per avallare le ragioni della ‘svolta’. Così il sindaco della capitale Gianni Alemanno è stato al fianco del candidato a sindaco della città di Avellino Massimo Preziosi in un incontro che ha visto la partecipazione dell’on. Franco D’Ercole, del consigliere regionale Roberto Castelluccio e di Giovanni D’Ercole. In platea Ettore Freda, Edoardo Fiore, Generoso Cusano, Giulia Cosenza, Ettore De Conciliis, Luigi Vannetiello e per chiudere un breve saluto da parte dell’on. Giuseppe Gargani. Non poteva mancare, come consuetudine dall’inizio della campagna elettorale, Alessandro Preziosi, in prima fila a sostegno del padre Massimo.
Una presenza emblematica, quella di Gianni Alemanno, per ‘sponsorizzare’ l’aspirazione di ottenere ad Avellino un governo di centrodestra e soprattutto per motivarne le ragioni.
“Alemanno è qui perché abbiamo apprezzato la sua capacità politica ed il modo di risolvere i problemi. Nel 1956 mio padre fu il primo sindaco di centrodestra di Avellino. Io, oggi, sono stato chiamato ad un grande ritorno”.
Poi una spiegazione sui mancati apparentamenti in vista del ballottaggio. Una decisione che ‘emula’ quanto già sperimentato da Alemanno contro l’avversario Francesco Rutelli che si avvalse di apparentamenti che non gli garantirono tuttavia la vittoria elettorale.
“La nostra coalizione non ha voluto apparentamenti perché riteniamo di doverci riproporre all’elettorato così come ci siamo presentati all’inizio. Tanti aspetti negli ultimi anni sono cambiati. Sta a noi interpretare il cambiamento e cogliere il segno di una novità che va realizzata. Avellino cambierà la propria storia e lo farà nel segno della destra”.
Secondo il sindaco di Roma, infatti, “siamo alla nuova primavera delle amministrazioni di centrodestra. Fino a qualche anno fa si riteneva che il centrosinistra fosse più bravo a governare. Poi si sono verificati una serie di disastri. Sono convinto che la scelta di correre da solo premierà Preziosi”.
Tre i principi su cui il centrodestra deve basarsi per ottenere un capovolgimento della situazione.
In primis un rapporto “diverso” con il territorio e le politiche territoriali. In questo contesto la vera novità sarebbe tutta racchiusa nel Federalismo Fiscale “che premia i territori competitivi e le amministrazioni capaci. Nel Mezzogiorno, inoltre, è utile avvalersi della fiscalità di vantaggio e saremo in grado di farlo perché con queste premesse l’Italia ha certo maggiori proposte da portare a Bruxelles”.
Valorizzare il territorio ed aumentare l’autonomia degli enti locali sono principi che viaggiano di pari passo con il ‘protagonismo’ dei cittadini, in diritto di “sentirsi padroni in casa propria”. “Perché la gente deve riappropriarsi di un territorio ‘luogo di nessuno’ allo scopo di mantenere un protagonismo troppo spesso negato”.
Per concludere il principio della sussidiarietà: “più spazio alle imprese per rompere le cupole di dirigismo e clientelismo che i governi di centrosinistra hanno instaurato sui territori”.
Queste le premesse che il centrodestra offre a supporto delle proprie ragioni perché “… se i ballottaggi andranno come devono andare si assisterà ad uno stravolgimento di equilibri e riferimenti”.

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