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> Le evidenze emerse durante il controllo di polizia erano già di per sé sufficienti per consentire ai militari di far scattare, a carico dei due, il deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino per il reato di porto ingiustificato di strumenti atti ad offendere, ma la meticolosa attività di polizia era destinata a svelare altre sorprese.
Si appurava difatti che il cittadino albanese in realtà era stato ripetute volte sottoposto a controllo ed in più occasioni si era dotato di differenti identità personali, i cosiddetti alias; soltanto il certosino lavoro di accertamento condotto dagli investigatori dell’Arma consentiva di individuare le sue reali generalità e scoprire che questi era stato colpito dalla misura di sicurezza dell’espulsione dal territorio dello Stato, emessa a proprio carico in seguito ad una condanna per delitti in materia di stupefacenti aggravati dall’ingente quantitativo, e che sul suo capo pendeva un ordine di cattura che gli imponeva la detenzione in carcere qualora fosse stato rintracciato in Italia prima del 2023. Il 42enne veniva così dichiarato in arresto e tradotto presso la Casa Circondariale di Bellizzi Irpino, mentre a carico del mondragonese veniva avanzata la proposta per l’irrogazione a suo carico della misura di prevenzione del rimpatrio con foglio di via obbligatorio al fine di scongiurarne il rientro sia nel Comune di Mercogliano che nel confinante Capoluogo irpino.