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Alaia (Pd): il Campo Largo non è un albergo, stanchi di chi vuole farci lezioni di morale

“Il Campo Largo non è un albergo. E’ singolare, perciò, che una stessa forza politica che per ben due volte ha disertato il tavolo, sulla scorta di una posizione non propriamente lineare e di non facilissima comprensione, si assuma oggi l’onere di convocare una riunione del tavolo alla quale, è giusto ribadirlo con chiarezza, il Partito Democratico non parteciperà”. E’ quanto dichiara Marco Alaia, segretario provinciale del Partito Democratico d’Irpinia. “La convocazione – prosegue Alaia – non è stata oggetto di alcuna condivisione e, per tale ragione, il Pd non ritiene di parteciparvi”.

“Il Partito Democratico – aggiunge il segretario provinciale – conferma la propria disponibilità a proseguire un confronto serio e responsabile, ma senza fughe in avanti, senza giochetti, senza strumentalizzazioni, con il solo obiettivo di determinare le condizioni politiche affinché la Città di Avellino possa finalmente essere amministrata con efficienza, con rigore e avendo finalmente ad esclusivo riferimento una reale prospettiva di crescita e di sviluppo”.

“E’ per questo – spiega Alaia – che non possiamo tollerare che ciclicamente il Partito Democratico diventi bersaglio di giudizi sferzanti, offensivi, sommari. Mi piacerebbe pensare che la mediocrità a cui qualcuno in queste ore ha fatto riferimento sia riconducibile alla mediocritas di Orazio e cioè alla virtù della moderazione, ma sono più convinto che ancora una volta ci ritroviamo di fronte al plotone dei moralisti affetto da una eterna sindrome di Stoccolma. Con questo approccio diventa oggettivamente complesso sedersi allo stesso tavolo e confrontarsi”.

“Ma noi non ci rassegniamo – conclude così Alaia – e continueremo a profondere ogni sforzo per arrivare ad un punto di equilibrio rispetto al quale possano convergere e riconoscersi tutte le espressioni libere della comunità avellinese, tutti coloro che credono che un’alternativa sia possibile e che un’altra strada possa esistere per restituire dignità al nostro capoluogo. Rifiutiamo la logica masochista dei sepolcri imbiancati e della loro ipocrisia per portare finalmente avanti una posizione aperta, libera, che superi inutili sedimentazioni ideologiche e presunte patenti di superiorità morale che già in diverse occasioni ha portato a sbattere i soliti noti, i primatisti senza primato, i generali senza esercito”.

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