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Un primo inizio di giornata consumato tra telefonate ed incontri che hanno visto ad uno ad uno i capigruppo consiliari affrontare il banco di prova. Alberta De Simone ha cominciato con Giuseppe De Mita (Margherita) che al termine della chilometrica riunione si è dichiarato non soddisfatto. Solo un confronto interlocutorio. Il che dice tutto sulle posizioni ad oltranza che manterrà il quartier generale di via Tagliamento rispetto ad una gestione contestata, rispetto ad equilibri politici da rivedere, e attacchi, quelli diessini, non più sopportabili. “Non intendiamo mantenere in piedi una situazione di logoramento. Ci aspettiamo un chiarimento serio, se questo non dovesse venire si dovrà ritornare alle urne”.
Parole che non possono lasciare indifferente il primo inquilino dell’ente Provincia e gli alleati della componente di centrosinistra. Salta la riunione ‘collegiale’ dei capigruppo nel pomeriggio che avrebbe dovuto stabilire la data del prossimo consiglio con all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio. Sfumata anche l’ipotesi del documento a firma della presidenza che avrebbe dovuto contenere le ‘riflessioni’ del numero uno dell’Ente Provincia. Tra ribellioni rispetto uno status quo che va cambiato, amministrative ormai alle porte e approvazione del bilancio – altra spada di Damocle che pende sulla tenuta di Palazzo Caracciolo – la situazione è diventata esplosiva. Il 30 aprile resta ormai un miraggio per il sì allo strumento contabile. La Provincia dovrà beneficiare con ogni probabilità della proroga già legiferata di maggio. Pena lo scioglimento dell’amministrazione.
I ‘consulti’ tra gli ‘amici’ della coalizione sono stati avviati, si attende ora la decisione della De Simone che appare sempre più accerchiata. Una vicenda di non facile lettura che risente degli ‘inviti’ dei due maggiori partiti espressi dai leader provinciale e non. Alla presidente il compito della pazienza, della mediazione e delle scelte per il futuro. (Di Teresa Lombardo)