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Andrea Battisini, alla regia, così presenta la rappresentazione: “I volti, le vicende ricavati dalle lettura di documenti inediti, appunti epistolari dello scrittore hanno suscitato in me una serie di suggestioni che via via hanno modificato la linea progettuale del mio lavoro..La rete di eventi realmente accaduti, la vera storia della Casata appunto, e le riflessioni, i sentimenti di Giuseppe Tomasi ‘vergati’ nell’intimità di diari o lettere e poi mescolati a cronache familiari, fotografie, stampe, documenti, mi hanno guidato all’esplorazione del pensiero dell’uomo Gattopardo di fronte alla storia, alla sua terra, al suo popolo, a se stesso. Attraverso di lui si raccontano alcune delle pagine più significative della storia della Sicilia, di un popolo e di una terra, credo, mai così spietatamente e con amore raccontate come nella nostra messa in scena. Da lui prende vita una grande riflessione etico-politica di valore eterno ed universale; con lui si apprende come lasciarsi attraversare dalle suggestioni sensoriali che questa terra, forse unica per la nostra nazione, provoca a se stessa e agli altri. In questa rete pre-testo, attraverso le prove, ho modificato l’impianto testuale mettendo le parole a servizio della ‘carne interpretativa’ degli attori, piegandole alla loro originale volontà creativa ed espressiva; similmente il racconto si piega alla forza impressionante e suggestiva della scenografia ideata e costruita da Carmelo Giammello. Con lo stesso rispetto ho lasciato che l’impianto sonoro di Paolo Cillerai o il disegno luci di Pietro Sperduti completassero il mio percorso drammaturgico dandogli la forma tridimensionale che è propria della narrazione teatrale. In questa forma gli attori si muovono dunque in un intreccio di parole, suoni, luci, percorrendo lo spazio scenico che muta continuamente per dare forma e contenere; i personaggi cambiano la loro pelle, mutano nel tempo scandito dallo “scorrere” delle decine di costumi – ideati da Andrea Viotti – ‘narranti’ la storia della nostra nazione oltre che quella delle singole vicende umane”.