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Air, Pancotto fa il punto della situazione tra mercato e aspettative

Avellino – Cesare Pancotto ha ufficialmente inaugurato la sua stagione da coach della Scandone con una chiacchierata informale in compagnia dei giornalisti irpini. L’ex tecnico di Bologna è apparso subito molto motivato e con le idee già ben chiare in testa. Chi si aspettava una semplice figura di passaggio rimarrà deluso: Pancotto, con carisma ed eleganza, proverà ad imporre il suo credo e a ritagliarsi uno spazio importante in un ambiente e in una società “che vogliamo far si che si confermi grande”. Dopo la conferenza stampa di presentazione, il coach marchigiano ha guadagnato tempo e si è subito messo al lavoro. Tornato in Irpinia, dopo aver avuto modo di parlare con giocatori e procuratori nelle recenti summer leagues nostrane, Pancotto è stato pronto per fare il punto della situazione.

Società – Le prime parole sono state per l’impressione generale che ha avuto dal contesto-Avellino, un’ambiente carico e ricco di aspettative che non ha fatto altro che confermare le prime impressioni che lo stesso Pancotto manifestò in occasione della sua prima apparizione in Irpinia al campo Coni. “La piazza di Avellino mi ha trasmesso e mi continua a trasmettere una sensazione di grande energia, di voglia di emozionarsi e di emozionare – ha esordito il coach – Da appassionato e da addetto ai lavori conosco bene questa realtà. Ci si è trovati ad essere catapultati da frenetiche lotte per non retrocedere ad essere campioni in Coppa Italia e partecipanti all’Eurolega. Una situazione immaginifica che ovviamente ha caricato tutto e tutti. Il mio ruolo qui – ha continuato – dovrà essere quello di riuscire a trasmettere equilibrio riuscendo contemporaneamente a continuare a far emozionare questo magnifico pubblico. In un certo senso, mi vedo come uno stabilizzatore”.
Quale sarà la risposta dell’ambiente è tutto da vedere, in una piazza che – proprio a causa delle eccessive aspettative venutesi a creare – ha fischiato la propria squadra anche quando era in lotta per un posto nel podio in campionato ed era ad un overtime perso a Zagabria all’accesso alle top16 di Eurolega. Mantenere una sorta di “Low Profile” può dunque rivelarsi la mossa giusta? “E’ proprio quello che intendo fare – ha confermato Pancotto – innanzitutto la gente dovrà capire che il budget messo a disposizione non è certo quello dell’anno scorso. Avremo a disposizione una cifra più che onorevole e sufficiente ad allestire una buona squadra, ed è quello che proveremo a fare. Va ricordato inoltre che si è in una situazione economica in cui tutti, anche i grandi team, sono costretti a tagli e ridimensionamenti. Noi punteremo su un gruppo solido, voglioso di mettersi in mostra, con ogni singolo cestista pronto a giocarsi le sue carte nel migliore dei modi, consapevole che ad un fischio può corrispondere un applauso e viceversa. Il nostro principale compito – ha concluso in merito – dovrà essere quello di riuscire a trasmettere emozione ad un pubblico caldo e ‘affamato’ di pallacanestro. Se riusciremo nel nostro intento, i risultati verranno di conseguenza”. Per farlo Pancotto ha già la sua ricetta: giocatori motivati, tanto lavoro e uno staff operativo e vigile a 360 gradi. Uno staff di cui però non farà parte Tonino Zorzi. “Io ho già scelto il mio collaboratore, e non sarà Zorzi – ha spiegato Pancotto – Sarà un ragazzo giovane, disponibile a lavorare 24 ore su 24, che affiancherà me e Gianluca De Gennaro, un altro tecnico che intendo valorizzare il più possibile”.

Mercato – Ma l’argomento più caldo in questi periodi di trattative e costruzione del roste è e resta ovviamente il mercato. Pancotto, dopo 10 giorni di attività e trattative, è pronto per fare il punto. “Innanzitutto deve essere chiaro ai cestisti che non dobbiamo essere solo noi a scegliere loro, ma anche il contrario. Ovvero, vogliamo atleti che credano in questo progetto, disponibili al sacrificio e a gettare il cuore oltre l’ostacolo”. Questa la prima, sacrosanta, condizione necessaria e fondamentale imposta dal coach, che prosegue: “non manca, inoltre, la volontà di lavorare con un buon gruppo di italiani sui quali investire e puntare, valutando bene il rapporto tra qualità e prezzo richiesto. Ne abbiamo già individuato qualcuno, “. E’ tempo di fare un pò di nomi, e Pancotto si dimostra disponibile a giocare a carte scoperte. Il primo a ‘ballare’ è Nikola Radulovic, uno dei più pagati lo scorso anno. Lui ha manifestato più volte la sua voglia di restare in Irpinia, ma l’offerta di Brindisi da un punto di vista economico e di contesto pare molto più vantaggiosa. E Pancotto ha confermato: “E’ in uscita, ha già un buon contratto per le mani e per noi è difficile inserisi in questo momento”. Discorso diverso per Andrea Crosariol. Avellino lo ha riscattato, ma il cestista ha tante offerte e non sembra rientrare nel piano tecnico-dirigenziale. Pancotto: “Anche lui è in uscita. Non conosco bene la sua situazione contrattuale ma ha tante richieste”. Quotazioni stabili, ma sempre con l’indice verso l’alto, per Antonio Porta: “E’ sicuramente un giocatore che risponde all’identikit che abbiamo tracciato. Grintoso, disponibile, con un passaporto da italiano. Noi possiamo fare la nostra parte, ma spetta anche a lui venirci incontro”. Per quel che riguarda gli americani, con Warren che si è accasato a Bilbao, resta da sciogliere il Nodo – Slay. “E’ un grande talento, un signor giocatore ma che non possiamo tenere a queste cifre – ha conlcuso Pancotto – .Ha firmato un contratto da Eurolega, che ora non rientra più nelle nostre corde. Il discorso tecnico su di lui, sul suo eventuale apporto alla squadra che stiamo costruendo o sui suoi problemi fisici, può arrivare solo più tardi, in un secondo momento”. Intanto, sembra essere andato a vuoto il tentativo fatto per Antonutti: “Ci abbiamo provato, ma se dovessi sbilanciarmi direi che è più vicino ad un’altra squadra che a noi”.
(di Giuseppe Matarazzo)

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