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Air, ora Williams è un ‘caso’. Scandone meglio con Slay?

Avellino – La trasferta di Bologna ha messo in luce alcune certezze. La prima è che questa Scandone è davvero forte. D’accordo, la Fortitudo ‘ammirata’ nello scontro di mezzogiorno è davvero poca cosa e può inficiare il giudizio complessivo della squadra, ma già la prova con Siena, malgrado la sconfitta, è stata indicativa di un evidente progresso dal punto di vista del gioco (escludendo ovviamente l’orripilante parentesi con il Maccabi). L’Air sta trovando tiri puliti sul perimetro, la panchina sta offrendo più sicurezza e la palla viaggia con precisione e viene ‘toccata’ da tutti e 5 gli elementi in campo. La seconda certezza invece riguarda Eric Williams. Purtroppo però non si tratta di qualcosa di buono. Forse dispiace dirlo ma al momento la squadra gioca meglio senza di lui. Big E è completamente avulso dal gioco e le sue ricezioni in post basso nelle ultime tre partite si contano sulle dita di una mano. Anzi, basta l’indice perché è ‘1’ il numero di palloni ricevuti da Eric nei pressi del ferro. Il discorso tecnico avviato da lui e coach Markovski in estate è stato spesso elemento di discussione in spogliatoio e alla fine l’accordo pareva esser stato trovato. Ad Eric era stato chiesto di fare un lavoro diverso, molto più di movimento, portando blocchi e tagliando continuativamente verso il canestro. Diligentemente, Williams ha eseguito e in alcune partite i risultati si sono visti, ad esempio contro Malaga. Ma l’ex Wake Forest è comunque un giocatore di posizione, statico, l’esatto opposto del ‘centro tipo’ di Markovski, ovvero un lungo di movimento che contribuisca ad aprire l’area e non occupi – come nel caso dell’attuale numero 19 irpino – spazio all’interno o ‘rallenti’ l’esecuzione. Nessuno, né all’interno dello staff né tra gli addetti ai lavori o nell’ambiente, ha mai messo in discussione la strapotenza tecnica e tattica di ‘Big Dog’ nel suo ruolo. Ma al momento, all’interno del ‘sistema’ che l’Air sta cercando di costruire, sembra più un personaggio in cerca d’autore che il centro di livello europeo conosciuto da tutti. Se non fosse stato per gli scarichi di Best a quest’ora il bottino di Williams sarebbe ancora più magro. Dal canto suo, Eric ci prova ad inserirsi al meglio ma i suoi sforzi vengono vanificati anche da un atteggiamento in campo a volte non propositivo e solo dannoso. A risentirne non è tanto la produzione offensiva della squadra, ma la sua solidità difensiva. Come ogni centrone Usa, Williams ha il ‘vizio’ purtroppo consolidato di ‘afflosciarsi’ in difesa se in attacco non vede palla. I suoi aiuti sono lenti e poco convincenti e i falli vengono spesi con troppa fretta e poca, pochissima coscienza. Poi le partite con Siena e Bologna (ma anche il primo tempo con la Virtus) e il modo in cui sono state giocate sembrano il terreno naturale per Tamar Slay, l’extracomuntario numero 5 in forza alla Scandone e che puntualmente siede in tribuna in campionato. A questo punto, guardando alla magrezza degli scouting report di Williams e alla simbiosi naturale che c’è tra Tamarvelous e il gioco dell’Air (da 4 tattico può fare sfracelli, il tiro dalla media distanza è una sentenza) se a sedere in tribuna sarà Williams non ci sarà niente da meravigliarsi. E in ottica uscita dall’Eurolega forse sarà bene pensare due volte a chi ‘far fuori’ degli Usa, se è questa l’intenzione della dirigenza. Con Diener, Best e Warren che per motivi diversi sono intoccabili (a meno di una buonissima offerta per Chris, i cui estimatori dal portafoglio gonfio non mancano di certo) è dunque ballottaggio tra Williams e Slay per lasciare l’Irpinia. Se la Scandone, come sembra, continuerà a seguire la maturazione del suo gioco lungo la scia tracciata in questi ultimi incontri non è da escludere che sia proprio Big E a salutare la compagnia. Alla base di quanto visto e di queste premesse Tamar Slay potrebbe risultare infinitamente più utile. Un taglio, ovviamente, è da escludere. Piuttosto sarebbe opportuno valutare le offerte presenti sul tavolo o quelle che stanno per arrivare. Proprio sotto i portici di Bologna, infatti, si rumoreggia dell’amore mai sopito di Matteo Boniciolli per il ‘suo’ centro di riferimento. E non va dimenticato che l’Air ha dalla sua ancora la possibilità di andare a pescare nel mercato dei comunitari per andare a coprire questo eventuale ‘buco’ nel roster. Tutto questo sempre se la Scandone non decida di ‘adattarsi’ alla presenza di Williams sul terreno di gioco, ma al momento i risultati che danno ragione all’altra parte, ovvero a coloro che dicono “è lui che si deve adattare”. Detto sinceramente, a ‘naso’ e confortati da quanto visto sul parquet, Williams al momento sembra totalmente un pesce fuor d’acqua. (di Giuseppe Matarazzo)

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