Air-Olympiakos, che spettacolo! I lupi mollano solo alla fine: 69-83

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Avellino – La Scandone bagna il suo esordio europeo con una eccezionale prestazione tutta grinta contro i fenomeni dell’Olympiacos. Due quarti intensi, bellissimi, duri, hanno permesso all’Air prima di stare avanti, poi di giocarsela punto a punto contro Papaloukas e soci. Splendida la cornice di pubblico, che non ha mai smesso di incitare i propri beniamini per tutti e 40’ i minuti. Che i greci fossero una delle candidate alla vittoria finale era cosa nota: la prova contro i lupi non ha fatto altro che confermare tutte le qualità del team di Yannakis, che ha ancora ampissimi margini di crescita. Gli irpini sono rimasti aggrapparti all’incontro con le unghie per ben tre quarti, mantenendo il distacco ad un solo possesso di distanza. Alla lunga però Avellino ha pagato la stanchezza e i tanti falli spesi per contenere un indemoniato Childress. ‘Mister 20 milioni’ non ha disputato la sua miglior partita ma per talento ed atletismo si è dimostrato sicuramente di un altro pianeta. Semplicemente illegale qui in Europa la sua capacità di accelerare e reggere il contatto: ogni volta che il riccioluto cestista metteva palla a terra per attaccare il ferro ne venivano fuori o 2 punti o il fallo subito, spesso entrambe le cose. Un giocatore già di per se impressionante che se ‘circondato’ dalla scienza di gente come Papaloukas, Vujcic e Bouroussis (con uno scatenato Lynn Greer ad uscire dalla panchina) diventa un incubo per qualsiasi retroguardia. Ma Avellino non ha assolutamente nulla da rimproverarsi: per oltre 30 minuti la differenza tra i due team ha faticato a venir fuori grazie all’ottima gestione del ritmo da parte di Markovski e grazie a tutta la sapienza cestistica di un Travis Best sempre più leader e motivatore di questo gruppo. Con lui in campo l’Air pare davvero suonare tutta un’altra musica e benché sia arrivato per ultimo è quello più cercato dai compagni, sia in campina che in mezzo al campo. L’ingresso del quinto americano, Tamar Slay, non ha dato i frutti sperati, ma le colpe non sono certo da attribuire all’ex Capo d’Orlando, anzi. Certo, il -11 di ‘ranking’ la dice lunga sulla sua prestazione: Tamar è apparso fuori ritmo e spaesato, ma è stato importante gettarlo nella mischia e fargli prendere qualche ‘botta’ per abituarlo subito al livello di competizione superiore. Scandone anche sfortunata sul -3, quando proprio Slay ha sbagliato due appoggi che avrebbero completamente riaperto il match. L’Olympiacos però ha tenuto per gli ultimi minuti tutta la sua incredibile abilità difensiva: grazie anche al metro arbitrale (a questi livelli i contatti, anche quelli più duri, sono più che consentiti) i greci nella propria metà campo hanno iniziato a ‘picchiare’, nel senso cestistico del termine. La stazza fisica degli uomini di Yannakis (che ha schierato anche quintetti in cui nessuno dei giocatori era sotto i 2 metri) e la maggiore profondità della panchina hanno spinto i due punti verso Atene. La Scandone è arrivata stremata al rush finale e a questo punto per i greci è stato uno scherzo da ragazzi gestire i minuti restanti a proprio piacimento, dosando la pressione sull’accelleratore.Gli ospiti si son potuti permettere il lusso di alternare le loro stelle, tenendole tutte sotto i 25 minuti e dosandone energie e falli. La Scandone cede contro una grandissima del basket europeo, ma lo fa con onore. L’esordio ha dimostrato che quella biancoverde è una squadra fortissima, che può giocarsela con tutti e che può a pieno diritto ambire all’ultimo posticino disponibile per la qualificazione alle top 16 di Eurolega.
La Cronaca: La Scandone schiera Best, Diener, Warren, Tusek e Williams. L’Olympiacos parte con Papaloukas, Milosevic, Childress, Vasilopulos e Vujcic. Best inaugura le marcatureal quale risponde immediatamente Printezis. Markovski dopo pochi possessi si gioca subito la carta Slay, che commette subito due falli su Childress e lascia il posto a Cinciarini. Una bomba di Tusek regala all’Air il +5 (9-4 dopo 5’) e Yannakis corre ai ripari mandando in campo Lynn Greer. L’Air gioca bene ma si carica subito di falli, tanto che Markovski è costretto a togliere anche Porta per schierare Nardi. Greer fa impattare l’incontro sul 14 pari, ma un 7-0 di parziale biancoverde fa chiudere il quarto sul 22-14 Avellino. Gli ospiti nel secondo quarto entrano in campo con tutta un’altra determinazione e i 4 punti iniziali di Vasilopulos spianano la strada alla controffensiva biancorossa (27-26 dopo 15’). La Scandone resiste ai primi assalti ma i 4 punti in fila del neo-entrato Childress danno il primo vantaggio ai greci (32-35 dopo 18’) e a complicare le cose arriva il terzo fallo di Slay. Si va al riposo lungo di una splendida partita sul 34-40 Olympiakos. La ripresa si apre con una bomba di Diener ma l’Olympiakos con una difesa asfissiante riesce ad addormentare i ritmi e a mantenere le debite distanze, portandosi con uno spettacolare gioco di Childress sul primo vantaggio significativo (41-48 dopo 25’). La classe di Best e Radulovic mantiene gli irpini in linea di galleggiamento ma l’Olympiakos inizia a far scatenare Vujcic e e l’ex stella di Atlanta. Al via degli ultimi dieci minuti l’Air è sotto 54-62. Un 5 a 0 di parziale biancorosso regala agli ospiti il massimo vantaggio (54-67 dopo 33’). L’Air prova a reagire affidandosi sempre a Best e con l’ausilio di Warren i padroni di casa tornano sotto la doppia cifra di svantaggio, ma è ormai troppo tardi. I lupi, distrutti nel fisico, lasciano campo e corsa agli ospiti, che puniscono puntualmente. Il match si conclude sul 69-83.
A Markovski ora il compito di prendere le tante cose positive emerse da questa sfida e a mostrarle ai giocatori, i quali devono essere consapevoli che i primi due quarti giocati sono da primissima della classe. Continuando di questo passo, magari gestendo meglio il talento di Slay e premiando un pò di più Williams, la Scandone davvero può chiedere tanto a questa stagione.
(Di Giuseppe Matarazzo)

Air Scandone Avellino – Olympiacos Pirero 69-83
(22-14; 34-40; 54-62; 69-83)
Air Scandone Avellino: Warren 18, Radulovic 10, Porta 2, Best 14, Cinciarini, Crosariol 2, Lisicky, Tusek 5, Williams 9, Diener 8, Nardi, Slay 2 All: Markovski
Olympiacos Pireo: Papaloukas 8, Childress 14, Vujcic , Milosevic, Bourousis 8, Halperin 11, Greer 10, Vasilopoulos 3, Schortsanitis, Printezis 10, Ergec 11, Teodosic 2. All: Yannakis
MvP: Josh Childress. A fine partita il ragazzone proveniente da Stanford ci confida informalmente di esser deluso della sua prestazione…bene! E quando sarà al 100% che succederà? Childress, fosse solo per le doti atletiche che ha, c’azzecca poco e niente con tutto il resto dei cestisti che militano in Europa. Puntualmente, ogni volta che prende la palla in mano son danni per gli avversari. Warren e Slay, quando la stanchezza ha preso il sopravvento, non ci provavano neanche più a mettersi tra lui e il ferro. Per la difesa biancoverde lui è stato come le locuste di Mosè. Certo che 20 milioni in tre anni restano tanti, tantissimi…

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