
Come sempre risulta difficile analizzare una sconfitta, soprattutto quando la vittoria degli ospiti è stata schiacciante sotto tutti i punti di vista. Molto dispiaciuto Boniciolli che non ha potuto mostrare al numerose pubblico di che pasta è fatta veramente la sua squadra. Ma il coach triestino aveva messo in preventivo la possibilità di una sconfitta. “In più di un mese di preparazione non abbiamo mai fatto allenamento insieme e contro l’Upea è stata la prima gara in cui ho avuto tutti a disposizione, anche se non erano al massimo. – Dichiara un rammaricato Boniciolli – Capel e Jamison hanno giocato per la prima volta insieme tanti minuti e hanno fatto bene. Chiedo pazienza a tutti i nostri tifosi, possiamo e dobbiamo fare di più”. Ciò che dice il coach avellinese è vero, ma domenica sono stati evidenziati delle lacune tecniche che la squadra aveva già fatto notare in altre partite di precampionato. Innanzitutto la difesa non và. I giocatori irpini non sono riusciti a mantenere gli uno contro uno degli attaccanti avversari. Ma più di ogni altra cosa non si è vista una difesa di squadra funzionare nel modo giusto. Soprattutto nel primo tempo, quando Mokongo e Young battevano i propri avversari, trovavano davanti un autostrada senza essere contrasti da altre maglie biancoverdi. Il difensore del lato opposto a chi aveva la palla non andando ad aiutare repentinamente non faceva scattare una rotazione con i tempi giusti, regalando punti facili facili all’Upea. In attacco non si è visto molto. Sono mancate, eccetto in qualche rara occasione, le collaborazioni offensive sia contro la zona che contro la uomo. Da notare come nel primo tempo l’unica azione di squadra dei biancoverdi sia arrivata a 1’28’’ dalla fine del secondo quarto. La squadra ha deluso, ma il più deludente in assoluto è stato Darby. La guardia americana forse ha sofferto l’impatto con la serie A come sperava il DS dell’Upea Pastori. Sta di fatto che l’ex Ferrara non ci ha capito nulla della gara. Molto meglio ha fatto la squadra con lui fuori e con Pecile o Curry in cabina di regia. Altro dato che deve far riflettere sono le percentuali al tiro. Da tre la Scandone ha tirato con il 27%. La chiave della partita è il secondo quarto, quando l’Orlandina ha tirato con percentuali mostruose, 86% da 2 e il 75% da 3. Avellino non ha una vera guardia tiratrice. Sembra assurdo, ma Pecile, Curry e Darby sono giocatori con caratteristiche simili. Tutti e tre in grado di creare dal palleggio, più amanti delle penetrazione ché dei tiri da tre. Strong è un tiratore, ma non è il tipico giocatore che può prendersi la squadra sulle spalle. Ha le classiche caratteristiche del tiratore perché ha una struttura fisica che gli può permettere di tirare in diversi modi. Da tre in uscita dai blocchi, in palleggio arresto e tiro e sugli scariche. Domenica si è evidenziato come alla Scandone manchi un giocatore come Alvin Young dell’Upea o uno come l’ex Tony Bobbitt. Nota positiva, le ottime qualità dei lunghi Capel e Jamison, che rappresentano la base dalla quale ripartire. Sfortunato il centro americano, che ci ha messo tanto impegno e alla fine è uscito malconcio a causa di una colpo di gioco fortuito. La Scandone ha molto talento ma deve cominciare a sfruttarlo meglio. E se ce ne sono le possibilità fare qualche aggiustamento ora che si è ancora all’inizio. (di Giovanni La Rosa)