Davvero una brutta figura quella rimediata domenica sera al Pala Del Mauro dagli uomini di Boniciolli. Una sconfitta che non ci voleva. Con questo stop, come giustamente ha dichiarato il coach triestino, è come se fosse stata annullata la vittoria esterna di Capo d’Orlando. Durante la partita contro Varese sono stati tanti i mugugni del pubblico biancoverde, sia contro l’allenatore che contro qualche giocatore. Curry è stato quello maggiormente contestato. Opaca la sua prova, un rendimento troppo incostante, per quello che doveva essere il trascinatore della squadra irpina. Il cecchino di New York, ad eccezione di qualche partita, non è mai sembrato essere in condizione. La pubalgia lo ha colpito e non gli ha dato tregua. Da qualche settimana il dolore si è riacutizzato, e l’americano gioca con delle infiltrazioni. La cosa che però ha fatto adirare i supporters irpini, è stato l’atteggiamento fiacco della squadra avellinese, che eccezion fatta per i primi quindici- venti minuti, non ha mai dato l’impressione di potere contrastare l’avversario. Poca intensità, scarsa reattività sulle palle vaganti. Quest’ultimo fattore è stato evidenziato dalla lotta a rimbalzo, persa da Avellino. Sotto i tabelloni i biancorossi sono stati nettamente superiori, 34 contro 26 palle conquistate sotto le plance. Otto in più rispetto ai biancoverdi, di cui ben 12 offensivi. Più energia, più forza fisica, più dinamismo e soprattutto più voglia. Tutto queste cose mancano ad Avellino, oltre all’assenza di un leader, che invece Varese aveva. Holland è stato senza alcun dubbio l’Mvp dell’incontro. L’americano ha tirato con il 50% dal campo ed è stato semplicemente perfetto. Nei momenti di difficoltà ha preso per mano la squadra, mettendo a segno canestri di grande fattura. Per Avellino sono stati tutti irriconoscibili, ad eccezione di Lisicky e Zimmerman. Lo slovacco avrebbe meritato più spazio, viste anche le condizioni fisiche di Curry. L’americano è apparso in palla, poi anche lui ha perso la bussola nel marasma generale. Male Radulovic, peggio ancora ha fatto Dorkofikis. Il greco sembra essere il fratello scarso del giocatore visto lo scorso anno. La passata stagione sopperiva alle lacune tecniche con la grinta, che sembra avere smarrito. Male la difesa a zona preparata in settimana. Al di là del 44% da tre di Galanda e compagni, gli uomini di Magnano sono riusciti facilmente a produrre canestri in area pitturata, grazie all’esperienza di gente come De Pol, che contro Avellino ha giocata una buona partita. In casa biancoverde c’è da lavorare, assorbendo tutte le critiche che arriveranno nel corso di questa settimana. Sabato c’è il derby con Napoli che andrà in onda su Sky. Sarà importante vincere per restituire serenità all’ambiente. Boniciolli ha parlato di compatezza del gruppo attraverso il quale poter raggiungere la salvezza. Ma alla Scandone serve un po’ più di orgoglio, cosa che non si può comprare, ma che ogni giocatore deve trovare dentro il suo animo. (di Giovanni La Rosa)
Redazione Irpinia
Testata giornalistica registrata al tribunale di Avellino con il n. 422 del 21.5.2014
- Redazione – Via Dell’Industria snc – Pietradefusi (AV)
- 082573384
- redazione@irpinianews.it
