Air: i numeri premiano Avellino, ma sul campo…..

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Livorno ha approfittato della pausa meglio di quanto abbia fatto Avellino. Infatti ad eccezione di Brandon Hunter, volato in America per assistere alla nascita del figlio, gli altri sono rimasti in palestra per recuperare il tono muscolare e affrontare al meglio le restanti 16 giornate di campionato. Il lavoro duro paga sempre e allenarsi in maniera dura è la medicina migliore per raggiungere i risultati sperati. La gara di Avellino rappresenta un momento cruciale per entrambe le compagini. La Scandone per allungare sulla rivale labronica, gli uomini di Dell’Agnello per rimanere aggrappati al treno salvezza. Questo il ‘leit-motiv’ della gara che si disputerà al Del Mauro. Avellino ha finalmente recuperato tutti i suoi uomini ad eccezione di Darby. Petrov sta mostrando a tifosi e staff tecnico le sue qualità, sulle quali non c’era nulla da obiettare, si deve solo capire se le sue caratteristiche sono utili alla squadra. “È un giocatore educato ed ordinato” ha affermato coach Boniciolli. Non un primo attore, ma un comprimario. Insomma lo sloveno costituisce con l’americano Zimmerman una coppia equilibrata che si completa alla perfezione. L’ex Austin Toros è un buon penetratore ed un eccellente ‘assistman’, mentre Petrov può colpire dalla distanza. Una delle poche cose certe di questa stagione è che la salvezza di Avellino passa per le mani di Ramel Curry, Nikola Radulovic e Harold Jamison, che sono i giocatori di maggior talento della compagine irpina. Però per raggiungere questo traguardo serve l’apporto di tutti, così come è stato fatto a Capo d’Orlando, dove l’uomo della provvidenza è stato chi non ti aspetti, Marco Rossetti. C’è da dire che anche il capitano, Danny Strong, nonostante alcune scelte discutibili al tiro e difese sospette, è uno che non si tira mai indietro. L’ex giocatore del Fuenlabrada in 26 minuti di gioco ha messo a segno 12 punti di media con il 47% da due ed il 32% da tre ed il 78% ai liberi. L’intensità a la rabbia agonistica con le quali va a rimbalzo sono senza dubbio le sue migliori qualità. Con l’innesto di Radulovic il ‘colored’ di passaporto francese ha minori responsabilità e può giocare anche con meno precisione avendo un atleta come il croato che può giocare nel suo stesso ruolo. I biancoverdi dopo 18 gare viaggiano ad una media di 77.5 punti per gara, con il 47% da due e il 33% da tre ed il 74% ai liberi, dove occupa il secondo posto, grazie alla freddezza di Ramel Curry che tira dalla lunetta con il 91.5%. In antitesi al cecchino biancoverde ci sono gli errori del ‘bigman’ Harold Jamison. L’ex scafati va spesso in lunetta, ma tira solo con il 45.5%. A Capo d’Orlando tanti errori per il pivot biancoverde dalla linea della carità, 6/14, fortunatamente sono stati realizzati quelli decisivi nel finale di gara. Livorno, invece segna mediamente 72.7 punti per gara, con il 51% da due, il 31% da tre ed il 68% ai liberi. Anche se di poco i numeri premiano Avellino, ora la parola passa al campo, attraverso il quale si cercherà avere conferma.

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