Il risultato di sabato scorso ha premiato Avellino, ma per raggiungere la matematica salvezza serve ancora tanto. I biancoverdi adesso non devono mollare e sarà importante mantenere la concentrazione e guardare con attenzione ai prossimi impegni. Scafati giovedì, Teramo domenica in trasferta. Due sfide alla portata dei biancoverdi, che se dovessero riuscire a giocare con la costanza di sabato sera avrebbero ottime chance di vittoria. La sfida infrasettimanale è sicuramente molto attesa, sia dal punto di vista tecnico che emotivo. Avellino giocherà contro i cugini delle Legea, che stanno volando verso i play-off. Facendo un passo indietro e analizzando la prova del Pala Bigi, oltre ai soliti Curry e Radulovic bisognerebbe ringraziare ed applaudire l’intero gruppo, in particolare gente che fino a questo momento ha giocato poco, ma che in Emilia ha dato una grande mano per la conquista dei due punti. Dorkofikis, Maioli e Lisicky hanno dato un apporto importante. Il greco ha disputato la classica gara da ex dal dente avvelenato. Ha giocato con il cuore lottando su tutti i palloni, tuffandosi più di una volta sul parquet alla ricerca della palla a spicchi. Maioli ha calcato il campo solo per qualche minuto, giusto il tempo di far rifiatare Radulovic. Ma il breve tempo a disposizione gli è bastato per mettere a segno la tripla del più dieci, che ha fatto esplodere la panchina biancoverde ed il parterre accanto al pino avellinese, sul quale erano seduti familiari del giocatore reggiano. Anche l’italo-americano Pete Lisicky ha dato un buon contributo. Permettendo di far rifiatare Strong, Petrov e Zimmerman. Anche lui, che come gli altri suoi compagni nelle ultime gare aveva trovato poco spazio, ci ha messo tanta voglia ed agonismo. A volte avere la panchina lunga può essere un bene, come in questa occasione. Un plauso va a Boniciolli, per aver saputo gestire e motivare tutti i suoi atleti. È stata la vittoria del gruppo, di una squadra che ha giocato senza perdere il controllo nei momenti di difficoltà, che proprio a differenza degli avversari ha saputo reggere la pressione. I padroni di casa, incapaci di gestire il vantaggio accumulato nel terzo periodo, ogni qual volta gli avellinesi sono tornati sotto sono entrati in crisi. Il loro leader, Flores che era in procinto di venire ad Avellino per sostituire Curry, è stato più croce che delizia. Ha prevalso la squadra e ha prevalso l’esperienza e la forza dei leader. Leader che la Scandone ha e che sono riconosciuti da tutti. Radulovic e Curry. Il croato lo si conosceva, ma l’americano è stato davvero una sorpresa. A parte i dieci canestri di fila realizzati alla fine del secondo periodo, nei minuti finali della gara del Pala Bigi è stato lui il vero trascinatore. Quella palla, che nelle mani di altri sembrava pesare, nelle sue era leggerissima. Canestri a raffica da tre, da due e dalla lunetta. Freddo come il ghiaccio e pragmatico come pochi. I suoi 30 punti, 7/10 da due, 3/3 da tre, 7/8 ai liberi e 7 rimbalzi e 34 di valutazione. Se si vuole trovare il pelo nell’uovo, eccessive sono state le palle 4 perse. Ma ad un giocatore che ha questi numeri possiamo anche perdonarlo. A fine gara Ramel ha detto: ‘Ringrazio Dio per farmi giocare bene a basket. Siamo una buona squadra, compatta che sta bene insieme’. Se Curry ringrazia Dio, i tifosi lo ringraziano per avergli fatto scegliere l’ Irpinia. Probabilmente, la sua permanenza ad Avellino sarà solo momentanea. Dopo tutti questi numeri, sono tante le squadre pronte ad offrire contratti… alla guardia biancoverde. (di Giovanni La Rosa)
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