
Avelino – Onestamente, la partita persa dall’Air è stata tutto tranne che bella. Tanti errori, tanti dubbi, poca intensità. Per qualità, quantità, talento ed esperienza la Scandone è una squadra che dovrebbe offrire altro tipo di prestazioni, ma è ancora troppo presto per giudicare. Quel che è certo è che il match era decisamente alla portata e lasciarsi dietro punti del genere, malgrado siamo ancora all’inizio, può diventare un problema specialmente se si considera di quanto si è alzato il livello del campionato rispetto allo scorso anno. Antonio Porta – sicuramente uno dei migliori dei biancoverdi – è però sicuro: “Credetemi, questa squadra è fortissima – asserisce convinto – abbiamo una panchina lunghissima, piena di giocatori validi, tantissimi cestisti che possono risolverti la partita da soli, un ottimo rapporto tra di noi: ci serve solo del tempo per ingranare, ma so che faremo bene. Inoltre dobbiamo abituarci a questi ritmi. Per recuperare contro il Maccabi abbiamo fatto uno sforzo mentale e fisico non indifferente, e questo lo abbiamo pagato oggi”. La stanchezza obiettivamente ha giocato un ruolo predominante nella quarta frazione, ma la Scandone – come già capitato in altre occasioni – si è forse complicata la vita da sola. Difficile pretendere infatti da un Tusek stanchissimo cambi continui, anche alla fine, contro giocatori molto più veloci e atletici come Spinelli, Gaines o Smith, gente dalle spiccate doti di ballhandling che hanno messo in crisi i piedi dello sloveno, inadatti a reggere questo tipo di scivolamenti. Il cambio sistematico in difesa stavolta non ha pagato, così come non ha pagato la strategia, più o meno voluta, di adattarsi al quintetto atipico di Biella. Gli ospiti hanno cavalcato molto Jerebko da 4 e Garri da 5. Malgrado la non perfetta condizione fisica di Williams – che è apparso quasi ‘assente’ a livello emotivo rispetto al solito – quest’ultimo avrebbe potuto rappresentare un rebus difficilmente solvibile per un team a tratti molto ‘leggero’ sotto canestro. Eric non è al top e si è visto, ma rimane uno dei centri dal più alto rendimento offensivo per percentuale in circolazione. Inoltre, Big E è uno che se la palla non la vede in attacco nell’altra metà del campo tende ad essere meno incisivo. “Ma io aspetto ancora il vero Eric Williams – sottolinea Markovski – è evidente che a causa di problemi fisici non è ancora il giocatore dello scorso anno, ma non voglio passare per quello che non lo apprezza. E’ un gran giocatore ed è un’ottima persona, se non lo avessi voluto in squadra non lo avrei firmato. Invece è anche su di lui che ho voluto poggiare questo progetto, però mi aspetto da lui un apporto maggiore. Gli avevo chiesto di mantenersi in forma e di presentarsi meglio fisicamente, invece è ancora lontano dal suo peso ideale. Io voglio coinvolgerlo, ma voglio coinvolgere il vero Williams”. Effettivamente qualche movimento del centrone non convince ancora, ma è presto per dare dei giudizi. Davvero brutti però i fischi riservati da qualcuno alla squadra al termine dell’incontro: siamo solo alla quarta giornata e l’anno scorso la Scandone di partite ne aveva perse ben 3 di fila, e tutti sappiamo com’è andata a finire. (gm)