![]()
Possiamo considerare il derby il match della svolta?
“No. Sono abituato a dare ad ogni gara la sua reale importanza. Nella nostra situazione, con Jamison infortunato, Dorkofikis che in questa settimana non si è proprio visto e con Rossetti che ieri è uscito dolorante e Strong alle prese con l’otite, per vincere servirà un’impresa. Una grande mano negli allenamenti ce l’ha data Paolisso, che è davvero un grande patrimonio di questa società. In passato mi è capitato di vincere in situazioni del genere, ma le insidie sono tante”.
La gara di andata fu una delle migliori prestazioni in trasferta della Scandone, pur priva di Curry e Capel.
“Concordo, fu un’ottima gara. La fotografia della nostra stagione. Giocata con vigore e cattiveria, ma alla fine è stata persa per episodi. Dobbiamo evitare sbandamenti come è accaduto nel secondo tempo di domenica scorsa. Se a fine stagione dovesse arrivare la salvezza, dovremmo considerarla una vera impresa ”.
Contro Napoli sarà importante migliorare le percentuali nel tiro da fuori in attacco, mentre in difesa bisognerà bloccare i pick and roll e le collaborazioni offensive. È questa la chiave dell’incontro?
“In settimana abbiamo lavorato tanto su queste situazione tattiche, su come reagire ai loro attacchi, non avendo però a disposizione Dorkofikis e Jamison e allenandoci con Maioli e Paolisso. Vorrà dire che ai nostri due lunghi titolari lo spiegheremo in altro modo. Dovremmo frenare i giochi a due tra Spinelli e quel gran giocatore che è Mason Rocca. Da un punto di vista tattico siamo preparati. Vorrei far notare come Napoli sia passata da squadra offensiva a difensiva”.
Contro Varese abbiamo sofferto a rimbalzo, contro Napoli potrebbe accadere lo stesso?
“La gara avrà un forte impatto fisico. Anche in questo caso siamo stati costretti a fare delle scelte. Abbiamo lasciato a malincuore Bryan, l’unico giocatore verticale della squadra, trattenendo Dorkofikis che ha maggiore conoscenza del gioco. Non è un caso che alla prima gara senza il domenicano abbiamo perso nettamente la lotta a rimbalzo. Quando giochiamo con Radulovic e Dorkofikis siamo meno fisici”.
Un invito ai tifosi a gremire le gradinate del Del Mauro, anziché rimanere a casa davanti la tv?
“Sarei contento se i tifosi, con la loro passionalità, facessero il tifo per la propria squadra e non contro gli avversari. Sarebbe bello vedere tante famiglie al palazzo. Rappresenterebbe una sconfitta se qualcuno non venisse per paura che accadesse qualcosa di spiacevole, come avvenne all’andata. Bisogna dare l’esempio”. (di Giovanni La Rosa)