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Air Avellino – Il sogno diventa realtà: la Coppa Italia è sua

(Dall’inviato Giuseppe Matarazzo) – Bologna – E’ fatta. La Scandone porta in Irpinia la Coppa Italia 2008, riuscendo nell’impresa di battere la Fortezza Bologna sul parquet del mitico Palamalaguti e donando così alla città e alla provincia tutta il primo trofeo nazionale in uno sport di squadra. Sin dal pomeriggio si aveva la sensazione di essere in una di quelle “giornate speciali” e ad esserne protagonisti e testimoni c’erano gli oltre 2500 irpini presenti sugli spalti. Un tifo eccezionale, rumoroso, colorato e tanto spregiudicato da potersi permettere il lusso di esporre in casa delle V-Nere lo striscione “Benvenuti al Del Mauro”. Negli occhi dei giocatori, dai veterani come Radulovic agli americani alla prima esperienza italiana come Smith, era già visibile prima del fischio iniziale la voglia di chi avrebbe fatto di tutto per veder risplendere il tricolore sulle proprie casacche e al momento della palla a due i biancoverdi erano sul parquet non con il timore reverenziale della ‘provinciale’ ma con la freddezza e la determinazione di un gruppo che sa di non avere nulla da invidiare a nessuno. La partita, come si addice ad una finale, è stata combattutissima, tesa e sempre equilibrata fino a pochi minuti dal termine, quando a fare la differenza ci hanno pensato le mani e la leadership delle punte di diamante di casa Scandone. Ancora una volta grandissima difesa per Matteo Boniciolli, che già dai primi possessi riceveva segnali più che incoraggianti da un Radulovic dominante in entrambe le metà del campo. In una finale, però, nulla può esser dato per scontato e quando le cose iniziavano a complicarsi, con la Virtus avanti anche di 6 punti, ecco che il coach triestino sfodera la ‘sorpresa’ alla quale aveva lavorato in questi ultimi dieci giorni tra le blindatissime mura del “Del Mauro”: una zona 1-3-1 che, seppur non perfettissima, manda in confusione i tiratori bolognesi, andati in ritmo a cavallo tra il secondo e il terzo quarto. Nell’altra metà del campo, quella offensiva, gli irpini hanno continuato ad eseguire quella che può essere definita senza mezzi termini la miglior pallacanestro offensiva della lega. Tutto risulta più facile, comunque, quando in campo c’è uno come Devin Smith: il moro proveniente da Virginia a sprazzi è stato semplicemente immarcabile e ogni suo tiro era una sentenza già scritta. Appena gli irpini sembravano in affanno la palla veniva dirottata nelle sapienti mani del moro al servizio di patron Ercolino e subito la partita si riapriva. Come prevedibile i padroni di casa trovano nel rimbalzo offensivo l’arma in più per far soffrire gli irpini; il vero protagonista però è “Ghiaccio” Chiacig che con nove punti d’infilata annulla il vantaggio costruito a suon di stoppate in avvio. Il match ha offerto diversi accoppiamenti difensivi interessanti ma è stato in vernice che tutti i nodi sono venuti al pettine. Dal canto suo, Pasquali non ha esitato a lanciare Crosariol in quintetto e ad alternare tutti i suoi lunghi su Williams, a tratti immarcabile sul pick and roll, e spendere fallo. La strategia ha funzionato fino a un certo punto perché, pur limitando “Big E”, le V-Nere perdevano oggettivamente qualcosa sul perimetro e specialmente nella zona intermedia tra il ferro e la linea dei 6,25, dove le ‘vecchie volpi’ Righetti e Radulovic erano abilissime a farsi trovare pronte per segnare qualche punto e, cosa alla fine ancor più determinante, ottenere qualche fischio a favore. Anderson, Spencer e pian piano tutti i lunghi della Virtus si sono dovuti accomodare in panchina per non rischiare di uscire troppo presto dall’incontro, costringendo di conseguenza Pasquali a stravolgere il piano partita e cambiare le sue idee sulle rotazioni. Alla fine saranno proprio i liberi di Green, silenzioso ma sempre determinante, a decidere l’incontro e a permettere ad Avellino di alzare il suo primo trofeo. Da questa notte non chiamatela più cenerentola, chiamatela semplicemente…campione d’Italia.

La Cronaca: La Fortezza schiera Best, Anderson, Spencer, Giovannoni e Crosario mentre l’Air rispetta la tradizione andando con Green, Smith, Righetti, Radulovic e Williams. Il primo possesso è per i bolognesi ma l’Air dai primi secondi dimostra un’assoluta padronanza difensiva. Un incredibile Radulovic piazza due stoppate di fila e sul ribaltamento inaugura ufficialmente le ostilità con una tripla. Giovannoni prova a rispondere da sotto il ferro, ma ancora un incredibile Radulovic spazza tutto ciò che si muove sotto i ferri e da il là a tre triple consecutive degli irpini, due di Smith e una di Righetti. Pasquali è costretto a fermare il tempo sul 12 a 2 Air dopo 4 minuti di gioco. Le V-nere rinunciano subito all’esperimento Crosariol e danno spazio a Chiacig, che subito si fa sentire con ben 9 punti in circa 5 minuti. Spencer e Smith scaldano i motori dalla lunga distanza, ma è un ottimo Ortiz a mantenere alti i ritmi per i suoi. Il tiro sulla sirena da tre quarti di campo di Radulovic viene sputato dal ferro e si va verso la seconda frazione sul 18 a 13 Air. Alla ripresa delle ostilità Williams e Michelori alzano i ritmi per le rispettive formazioni. I primi possessi sono di sostanziale equilibrio: la Virtus cerca Spencer, ben limitato da Righetti in quest’avvio. L’Air non riesce a scappare e la Virtus pur non riuscendo a rimontare del tutto rosicchia qualcosa: la tripla di Smith dopo 15 minuti mantiene 5 punti di distacco (27 a 22). Grazie ad una più costante azione dalla lunetta la Virtus si rifà sotto (32 a 29 dopo 17’). Boniciolli prova ad abbassare il quintetto inserendo il solo Williams da centro e Smith 4 tattico, ma sono i padroni di casa ad agguantare il pari a 34 con il neo-entrato Blizzard. Alla fine è un libero di Williams a consentire agli irpini di andare al risposo lungo con il minimo vantaggio, 37 a 36. La terza frazione l’Air la inizia con i due play in campo ma è la Virtus a trovare il primo vantaggio del suo incontro e con una tripla di Spencer si porta sul più 5. Righetti risponde dalla lunga distanza, ma è Anderson a tenere due possessi di vantaggio tra le due squadre. Ancora un gioco da tre punti della Virtus obbliga Boniciolli al timeout (43 a 49 dopo 24’). Mc Grath prova a creare separazione tra i due team, ma un secco 4 a 0 Air obbliga Pasquali al timeout (50 a 52 dopo 27’). Le triple di Mc Garth e Green mandano tutti verso gli ultimi dieci minuti sul 55 a 52 Bologna. La frazione decisiva è inagurata da una tripla di Smith, al quale risponde Mc Grath. In questi minuti la Virtus commette tanti, troppi falli, che diventeranno pesantissimi nei possessi finali. Dopo i liberi di Anderson (61 a 59 Virtus dopo 35’) un secco 7 a 0 ridà due possessi di vantaggio all’Air (61 a 66). A questo punto ogni palla diventa decisiva e a gestirle, per l’Air, ci pensa Green. Inizia il valzer del tiro dalla lunetta: decisivo in questo frangente uno sfondamento subito da Cavaliero. La Scandone si complica la vita a causa dello 0 su 2 di Radulovic, ma è un fuoco di paglia: nell’ultimo possesso difensivo l’Air non concede nulla alla Virtus a rimbalzo ed è il folletto di Philadelphia a trasformare i liberi della matematica sicurezza. Finale 67 a 73: Air campione d’Italia.
Tabellini:
La Fortezza Bologna: Spencer 9, Blizzard 3 , Best, Anderson 9, Crosariol 2, Giovannoni 10, Chiacig 12, Michelori 8, Di Bella 1, Da Ros, Garri 1, Mc Grath 12All:Pasquali
Air Avellino: Green 12, Radulovic14 , Smith 18, Ortiz 3, Righetti 13, Cavaliero 1, Lisiscky, Paolisso, Iannicelli, Bryan, Williams12, Burlacu.All: Boniciolli

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