Air, arriva Siena. Markovski: “La panchina conquisti la mia fiducia”

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Avellino – Una panchina con un centro di 210 centimetri che tira con il 70% da tre. Una guardia che segna 17 punti di media e un playmaker che alza ulteriormente i ritmi del match. No, non è la vostra normale squadra di pallacanestro: la Montepaschi Siena, se possibile, appare ancora più forte e determinata di quella che l’anno scorso ha dominato il campionato. E’ passato quasi un anno dall’incredibile partita che i lupi vinsero in casa interrompendo il cammino fino ad allora perfetto dei toscani. In mezzo ci sono state una Coppa Italia vinta, una semifinale scudetto e un’Eurolega da protagonisti: basta questo per far capire quanto e come Avellino sia maturata in poco meno di 10 mesi. Ora ripetere l’impresa sembra difficile, ma non impossibile. Dopo il sanguinoso stop contro Montegranaro e la pesantissima scoppola europea contro l’Olympiakos i cestisti biancoverdi sono decisi a scrollarsi di dosso l’immagine di squadra incompiuta, dall’enorme potenziale ma incapace di esprimersi in campo. Per farlo però non si può prescindere dall’apporto della cosiddetta ‘second unit’, ovvero degli uomini che danno il cambio ai titolari. Se gli ospiti hanno proprio qui il loro punto di forza (con i vari Lavrinovic, Kaukenas, Finley) lo stesso non si può dire per i biancoverdi: fino ad ora infatti sono state le cosiddette ‘riserve’ il punto debole di quest’Air dai quali ottiene pochissimo in termini di numeri e minuti.

LA FIDUCIA DI ZARE – “Negli ultimi giorni ho riflettuto molto sulla distribuzione del minutaggio all’interno della squadra – ha dichiarato Markovski – So che Warren ad esempio sta giocando tantissimo. Il vero problema purtroppo è che c’è ancora troppa differenza quando in campo ci sono alcuni elementi rispetto ad altri. Dopo la gara con Montegranaro sto cercando e trovando motivazioni per dare più minuti a Cinciarini e agli altri. Sono disposto a dare spazio a tutti, ovviamente però mi aspetto che chi è chiamato a dare il proprio contributo dalla panchina ripaghi la fiducia con prestazioni importanti”. Un messaggio chiaro, deciso, in perfetta sintonia con quello che è da sempre uno dei dogmi del coach macedone: se sei utile alla squadra e la squadra avverte positivamente la tua presenza resti in campo, altrimenti panchina.. Eric Williams, ad esempio, pare aver recepito e la differenza in termini di punti e minuti si vede. E tra i destinatari c’è anche Antonio Porta, playmaker che – complice anche un problema al ginocchio davvero fastidioso – in alcuni momenti sembra un pesce fuor d’acqua. “Ai miei giocatori – ha continuato Markovski – chiedo solo una cosa: di non perdere palla. Purtroppo Porta, oltre ad essere tormentato dal suo ginocchio, in questo momento non sta rendendo al suo massimo. Quello che deve capire è che non esiste una sola dimensione di gioco, ovvero la transizione. Deve riuscire a concentrare maggiormente i suoi sforzi e a distribuirsi meglio sul parquet”. In casa Scandone comunque si è ottimisti e lo stesso Markovski invita alla serenità. “Sono cose che vanno studiate e migliorate dopo ogni incontro e nelle ultime occasioni ho ricevuto parecchie indicazioni positive. Ad esempio lo stesso Porta contro Milano fu autore di una buona prestazione, rimase molto in campo e tutta la squadra risentì positivamente della sua influenza”.

ATTACCO E PALLE PERSE – Inutile nascondere che l’argomento più discusso nello spogliatoio sia stato quello relativo al problema dei turnovers e delle palle perse. Una macchia terribile che sta condizionando le prestazioni dei lupi, senza ombra di dubbio il dato statistico che più ha influito sull’altalena di risultati sulla quale è salita la Scandone. E la difesa di Siena in questo momento non è proprio la squadra ideale da incontrare. La pressione difensiva dei Mensanini e l’aggressività sulla palla che arriva sin dai primi possessi di gioco hanno reso i prossimi avversari dei lupi maestri indiscussi del recupero palloni, in Italia come in Europa. Un dato su tutti: nel campionato di LegaA McIntyre e compagni sono primi nel rapporto palle recuperate/palle perse (+60) mentre l’Air è ultima (-25). Se gli irpini non invertiranno il trend contro la retroguardia di coach Pianigiani ci sarà poco o nulla da fare. Markovski però non attribuisce le cause ad un problema di attacco. “No, sinceramente non sono d’accordo con chi dice che attacchiamo male – ha spiegato il coach – piuttosto è una questione di concentrazione e di calo del ritmo. Il disavanzo tra palle perse e palle recuperate ci ha posto fino ad ora in una condizione di svantaggio non indifferente. Attualmente è il nostro problema principale, un problema che più volte ci siamo creati da soli, soprattutto se si pensa che la maggior parte non derivano dalla pressione avversaria ma da nostre ingenuità”.

IL PROSSIMO AVVERSARIO – Siena dalla sua non ha ‘solo’ una panchina stellare. Una mentalità vincente, dei meccanismi perfettamente oleati e una capacità di giocare sia a memoria che di leggere le difese hanno trasformato la Montepaschi in una realtà affermata e temuta in tutta Europa. Le importantissime addizioni estive di Finley e Domercant (rispettivamente uno dei migliori scorer giunti in Italia negli ultimi anni e un affermato ‘cecchino’ nelle coppe europee) sono riuscite nell’impresa di rafforzare la squadra senza sconvolgerne gli equilibri. I biancoverdi in questa stagione hanno già incontrato i campioni d’Italia, ma come sottolinea Markovski il test è poco affidabile ora. “Siena è una squadra completamente diversa e anche noi siamo cambiati. I loro lunghi, comunque, restano il loro punto di forza principale”. I big men dei prossimi avversari sono per caratteristiche difficilmente marcabili da Eric Williams. Eccezion fatta per Eze, Stonerook e specialmente Lavrinovic (semplicemente mostruoso quest’anno) amano giocare fuori dalla linea da tre. La partita, come al solito, si deciderà sotto le plance. A patto però che i lupi scendano concentrati ed evitino di perdere la solita mole di palloni: in questo caso un altro -25 sarebbe dietro l’angolo. (di Giuseppe Matarazzo)

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