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Markovski ha provato a mischiare le carte in tavola partendo con un quintetto inedito (Best, Porta, Lisicky, Warren e Williams) per poter ancora una volta utilizzare Diener sesto uomo e allo stesso tempo aprire sin da subito il campo. Obiettivo fallito per la prevedibilità della manovra. Inoltre, la buona vocazione difensiva di alcuni elementi tra i padroni di casa e la loro organizzazione tattica hanno complicato ancora di più le cose per l’Air, che in più di una occasione non ha distribuito bene i tiri commettendo scelte affrettate. L’obiettivo di Rieti era ingabbiare Warren e Diener e, parzialmente, gli uomini di Lardo possono essere soddisfatti visto che sia il moro che il figlio di Dick hanno tirato molto poco per i loro standard (per entrambi solo 7 conclusioni e 0 liberi). Avellino era comunque riuscita a portarsi su un vantaggio considerevole (+9, 29-38, chiudendo i primi 20′ avanti 32-38) ma, come in un film visto e rivisto decine di volte, prima concede il parzialino in chiusura del quarto, poi il completo rientro nel terzo per essere poi beffata nei minuti finali. E’ apparso involuto il gioco dell’Air, di nuovo troppo perimetrale e scontata nelle soluzioni, mentre sotto le plance Rieti ha spadroneggiato.
Comincia a diventare preoccupante il problema dei falli, con Williams ‘scherzato’ da Pasco e costretto a commettere 3 infrazioni in pochissimo tempo (chiuderà poi con 0 punti e 1 rimbalzo…) ed emulato da Warren e Best. La difesa aggressiva di Avellino in occasioni come questa può e deve essere rivista, perchè a fronte dei falli commessi produce pochi recuperi (solo 6 stasera, con 16 perse) e genera parecchi falli che di conseguenza fanno perdere il ritmo in attacco e obbliga il coach a sostituzioni non in programma. L’assenza di Tusek in questo caso si è fatta sentire come non mai. Quando i lupi sono aggressivi nella propria metà campo e soprattutto il sistema di aiuti, recuperi e cambi funziona, la retroguardia biancoverde diventa un ‘muro’ difficilmente valicabile, ma quando anche un solo granello di polvere blocca l’ingranaggio quest’ultima si espone in maniera pericolosa a errori banali.
E preoccupante è anche l’attitudine di Avellino nel maturare le sconfitte nei cosiddetti ‘finali punto a punto’, quelli in cui il risultato è in bilico. Vuoi la sfortuna, vuoi la pressione, vuoi delle scelte sbagliate, Avellino ha già perso parecchie opportunità di successo in questa situazione. E anche contro Rieti ci sono voluti gli straordinari di Best (in ombra nei primi 3 quarti) per ricucire il gap. L’errore dalla lunetta dello stesso Best ha impedito agli ospiti di agguantare il pari (75-74 dopo 39′) e mentre da un lato Green era preciso dalla linea della carità, dall’altro le 2 conclusioni consecutive di Porta da tre punti non hanno trovato il bersaglio. Ora una settimana di lavoro separa Avellino dalla delicata sfida interna con Cantù, da non fallire se si vuole rimanere nelle zone nobili della classifica: Roma e Teramo allungano e la Virtus ha scavalcato i lupi.
Solsonica NSB Rieti – Air Scandone Avellino 79-74
(16-17; 32-38; 54-56; 79-74)
NSB Rieti: Grillo, Green 21, Campbell 4, Martellucci, Hubalek 4, Spippoli, Prato 4, Bellini, Gigena 5, Sklavos 8, Thomas 11, Pasco 22.All: Lardo.
Air Avellino: Warren 12, Radulovic 9, Porta 9, Best 14, Cinciarini, Crosariol 13, Lisicky 6, Iannicelli, Williams, Diener 11.All: Markovski.
Arbitri: Guerrino Cerebuch – Mauro Pozzana – Saverio Lanzarini
Impianto: PalaSojourner