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Ai domiciliari ma può uscire per lavoro: sentenza shock per operaio

L’operatore ecologico che si era presentato al Comune di Atripalda per opporsi allo sfratto, minacciando con coltelli vigili e dipendenti è stato giudicato per direttissima presso il Tribunale di Avellino. L’uomo F.R. classe 1965 dovrà essere ristretto agli arresti domiciliari ma avrà il permesso per andare a lavoro. A difendere il netturbino gli avvocati Paolo Spagnuolo e Luca Penna: “Siamo estremamente soddisfatti per la concessione degli arresti domiciliari e del permesso di potersi recare a lavoro, salvaguardandone così il posto, per un fatto umano. I giudici hanno capito che gli atteggiamenti, seppur violenti, sono dipesi da uno stato di necessità da cui non si poteva prescindere. E mi fa piacere che il collegio giudicante abbia capito e compreso lo stato di necessità. Già in passato per lui e la moglie c’era stata la revoca della potestà parentale, con i bambini che per più di due anni sono stati affidati ad un centro di accoglienza del beneventano. Oggi il nostro assistito rischiava di nuovo questo provvedimento. Ma i giudici hanno capito il contesto in cui è accaduto tutto e che la custodia cautelare in carcere lo avrebbe gravemente danneggiato con la perdita del posto di lavoro” . L’operatore ecologico, coniugato con 4 figli ha una storia familiare travagliata e triste. Al Comune ieri poteva succedere l’irreparabile: l’uomo in escandescenza, ingaggiando una colluttazione con vari dipendenti comunali e con i vigili urbani accorsi sul posto, ha messo in soqquadro gli ambienti. Sono volate sedie, carte e suppellettili, tra le urla delle dipendenti comunali e le minacce esplicite dell’uomo, rivolte contro il Sindaco e tutta l’amministrazione comunale.

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