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Ai domiciliari, ma la madre non lo vuole: agente resta ferito

Un detenuto, D.A.V. di 45 anni, ristretto nella Casa Circondariale di Ariano Irpino, è stato tradotto presso l’abitazione della mamma, a Grottaminarda, perché beneficiario della concessione degli arresti domiciliari. Una volta giunto sul luogo il detenuto ha avuto la sgradita sorpresa della mamma che non lo ha accettato in casa. A quel punto l’uomo in preda ad una cristi isterica ha cominciato a gridare, ad agitarsi e ha tentato di aggredire la madre. Solo il tempestivo intervento dell’Ass. Capo di Polizia Penitenziaria A.C. ha scongiurato il peggio. L’intervento del Poliziotto Penitenziario ha attirato l’attenzione del secondo collega, D.T.M., che non ha esitato a lasciare solo ed incustodito nella macchina di servizio un secondo detenuto che era in traduzione per Napoli per beneficiare anch’egli degli arresti domiciliari. I due agenti penitenziari, in servizio presso il Nucleo Provinciale Traduzione di Avelino, sono tutt’ora ricoverati presso l’ospedale di Ariano Irpino ove si trova anche il detenuto. Ne da notizia il Segretario Generale della UIL Penitenziari, Eugenio SARNO, che, da Roma dichiara: “L’episodo conferma quanto sia difficile il nostro lavoro. Evidentemente anche quando le criticità oltrepassano le mura dei penitenziari la freddezza, la competenza, e la professionalità dei nostri colleghi è indispensabile per evitare il peggio. Esprimo vivo compiacimento nei confronti dei colleghi che hanno impedito al detenuto di perpetrare violenza in danno della madre, così come speriamo tutti che nelle concitate fasi nessuno abbia riportato danni fisici significativi.”

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