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Agriturismo: ecco i presupposti per selezionare le visite di qualità

Dopo lo svolgimento in provincia delle gare per accedere alle Fattorie didattiche, in diverse località agrituristiche si sono svolte le prove finali per identificare i migliori risultati. D’altronde i percorsi tipici alla ricerca degli agriturismo più belli con le tipicità irpine sono il migliore hobby per gli intenditori. I presupposti per poter selezionare le visite negli agriturismo di qualità partono ovviamente dalla conoscenza di ciò che viene pubblicizzato. Ma non è sempre così. Si è assistito varie volte a ricerche sul territorio per avere a portata di mano uno screening più o meno preciso delle bontà dei sapori, dell’accoglienza e della tradizione che offre la nostra provincia. Si è di fronte a continue innovazioni e a conoscenze che si ignoravano appena lo scorso anno. Dopo aver provato a visitare a caso agriturismo con i loro prodotti genuini, gli addetti ai lavori hanno scoperto che sono anche certificati come fattorie didattiche che hanno quella tipicità particolare per cui i fruitori degustano soltanto prodotti selezionati in azienda con paste fatte a mano, agnello arrosto, carni genuine cresciute in azienda o pizze cotte in forno tradizionale, la cui produzione è stata tramandata nel corso del tempo. I fruitori di questo genere di agriturismo attendono che gli impasti vengono prodotti, che la pasta lieviti e che poi venga messa a cuocere nel forno per poi essere consumata. In queste aziende selezionate si trovano i questionari di gradimento che debbono essere riempiti dai fruitori e servono per misurare la gradevolezza dell’azienda. Proseguendo il tour in cerca di emozioni culinarie e non, ci si imbatte nelle fattorie arianesi e negli agriturismo dei “tre colli” o del “regio trattuto”, poi a Montecalvo (che si interessa di bioagricoltura) o nell’antico feudo dello stesso comune, mentre attraversando l’Irpinia si trovano le “verdi fattorie” di S. Angelo all’Esca. A Montella si possono degustare le castagna a liquore, a Cesinali il “brut nature”, a Grottolella lo “sciasscinoso”. Il viaggio continua attraverso la piana di Volturara con il suo museo etnografico e ancora a Montella presso aziende che mettono a disposizione, oltre alle ricette della nonna, anche un percorso naturalistico. (di Angelo Carbone)

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