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A seguito di una richiesta di intervento per un’aggressione ai danni di un cacciatore che aveva violato una zona protetta, i carabinieri della Compagnia di Montella, già in servizio esterno per le attività di controllo del territorio predisposte dal Comando Provinciale di Avellino, sono giunti sul posto dove hanno trovato il cacciatore 40enne del Baianese, brutalmente aggredito e picchiato da sconosciuti.
I carabinieri della Stazione di Paternopoli hanno provveduto immediatamente a chiamare i sanitari del 118 che hanno trasportato per le prime cure del caso il ferito all’Ospedale Moscati di Avellino. All’uomo non sono state riscontrate gravi ferite, tuttavia i medici gli hanno dato una prognosi di otto giorni a causa dei lividi e delle escoriazioni riportate sul volto e su varie parti del corpo.
Nel contempo i militari hanno posto in essere immediati accertamenti al fine di indagare sull’accaduto per ricostruire la dinamica dei fatti, individuare gli aggressori e ricostruirne il movente. Nella serata di ieri, sulla base delle dichiarazioni raccolte dagli inquirenti alla luce delle risultanze investigative e all’attività info-operativa effettuata, i carabinieri hanno individuato i responsabili dell’aggressione. Si tratta di due cacciatori del luogo che avevano picchiato violentemente l’uomo e lo avevano minacciato anche con un fucile.
Le indagini dei carabinieri hanno permesso di risolvere il mistero identificando in breve tempo e denunciando gli aggressori e appurando, in particolare, che la violenta lite sfociata nella brutale aggressione era scaturita per futili motivi. Il cacciatore si era avventurato in un’area di caccia che gli aggressori ritenevano di loro giurisdizione, per questo hanno pensato bene di far valere le loro ragioni con la violenza.