AVELLINO- Era stato arrestato con l’accusa di resistenza, violenza, minaccia e lesioni aggravate a pubblico ufficiale, nonché di danneggiamento aggravato e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice-per avere distrutto e reso inoperativo il braccialetto elettronico a cui era sottoposto-: scarcerato all’esito del giudizio di primo grado, un 50enne di Avellino che ora potrà scontrare il residuo della pena presso la comunità San Patrignano. Ad accogliere la richiesta di scarcerazione con collocazione in regime di arresti domiciliari presso la comunità terapeutica con sede a Rimini, in Emilia Romagna, presentata all’esito di giudizio abbreviato dal legale dell’uomo, il penalista Angelo Polcaro, il Gup del tribunale di Avellino, Giulio Argenio. Il giudice pe l’udienza preliminare, contestualmente alla pena inflitta all’uomo per i gravi reati contestati, ne ha anche disposto l’immediata scarcerazione, aderendo in pieno alla richiesta del suo legale che, dopo aver ottenuto anche per il tramite del Sert di Avellino, la disponibilità da parte della nota comunità Emiliana ad ospitare il suo assistito ha presentato l’istanza di attenuazione della misura cautelare in carcere a cui l’uomo era sottoposto dallo scorso mese di aprile. Il giudice per l’udienza preliminare ha disposto che il 50enne fosse scortato dagli agenti della penitenziaria sino a Rimini, in quella che ancora oggi è una delle comunità terapeutiche più grandi ed importanti d’Italia, dove potrà intraprendere un percorso di recupero teso ad un reinserimento nel tessuto sociale. Il 50enne era stato tratto in arresto il 14 aprile scorso, dagli agenti della questura di Avellino, recatisi presso la sua abitazione per la manutenzione al braccialetto elettronico, dispositivo a cui il 50enne avellinese era sottoposto nell’ambito di un altro procedimento penale-misura anche questa revocata lo scorso 22 maggio, dal giudice monocratico del tribunale di Avellino, Sonia Matarazzo su richiesta del suo legale di fiducia. E in quell’occasione- stando a quanto ricostruito dagli agenti- il 50enne sarebbe subito andato in escandescenza e avrebbe opposto resistenza al compimento dell’atto di ufficio. Minacce, ingiurie, spintoni nel tentativo di opporsi alla manutenzione del braccialetto elettronico che peraltro, come contestato nel capo di imputazione, non funzionava più perché dallo stesso distrutto. Ma il contegno del 50enne nell’occorso- come affermato dagli agenti- era davvero incontenibile e senza soluzione di continuità, l’uomo avrebbe afferrato per il collo uno dei poliziotti per poi tentare di colpirlo con una sedia e ancora non contento si sarebbe scagliato fisicamente,aggredendoli, contro altri agenti per effetto di tale condotta riportavano lesioni debitamente certificate, dal nosocomio di contrada Amoretta. Per bloccare il 50enne si rendeva necessario l’intervento di un’altra pattuglia che dopo averlo arrestato lo conduceva in questura dove la sua azione non si placava in quanto cercava di colpire con un calcio uno degli agenti presenti. Quindi l’uomo veniva condotto nella casa circondariale di Bellizzi Irpino, e all’esito dell’udienza di convalida del fermo nei suoi confronti veniva disposta la misura cautelare in carcere. Misura, in accoglimento dell’istanza presentata dall’avvocato Angelo Polcaro, ora attenuata con quella dei domiciliari da scontare presso la comunità San Patrignano.
Aggredi’ gli agenti e distrusse il braccialetto elettronico: dal carcere alla comunità
