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“Le fatture, molte delle quali pervenute in ritardo – aggiunge la Vassallo -, contengono in allegato uno stringato quanto mai incompleto avviso con il quale si comunica agli utenti che, a partire dal 1 giugno 2013, l’Alto Calore Servizi S.p.a. fatturerà in base a fasce di consumo, abbandonando il c.d. sistema del minimo impegnato. Una modifica del sistema tariffario non supportata da un’adeguata informazione tecnica, il cui avviso (così come viene definito) non basta ad accettarne passivamente le conseguenze e le ripercussioni economiche, soprattutto in considerazione della genericità sui criteri indicati dall’Autorità per l’Energia e il Gas. L’Acs ha disatteso gli obblighi di informazione, direttamente collegati al codice del Consumo, in grado di fornire ai consumatori strumenti indispensabili di valutazione e autodeterminazione. Quanto al deposito cauzionale, invece, di € 22.50 nella fattura attualmente in distribuzione e di € 22.50 nella successiva, numerosi sono i dubbi che animano i consumatori. Primo tra tutti la legittimità di tale onere. Perché, infatti, contrariamente a quanto disposto dall’Autorità dell’Energia e del Gas con la delibera 86/13 del 28/02/2013 che prevedeva l’introduzione di tale deposito a partire dal 1 gennaio 2014, l’Alto Calore Servizi ha anticipato tale pagamento? Ci si interroga anche sul perché tale deposito, invece di essere articolato in base alla tipologia di utente, al livello di consumo storico trimestrale di ogni utente, alla regolarità dei pagamenti e al riconoscimento di agevolazioni sociali, si sostanzi, invece, in una quota fissa, uguale per tutti i consumatori, senza tener conto delle eventuali anticipazioni sui consumi versate da questi ultimi. L’Alto Calore Servizi ha, come previsto dall’AEEG, adottato e pubblicato secondo le modalità di cui alla deliberazione 586/2012/R/IDR una Carta dei Servizi conforme alla normativa in vigore, la quale rappresenta una condizione indispensabile affinché il gestore possa richiedere ai propri utenti il versamento di un deposito cauzionale? Ulteriore punto critico della Delibera 86/2013 riguarda, poi, l’esclusione dal pagamento del deposito cauzionale per gli utenti con domiciliazione bancaria , postale o su carta di credito della bolletta: agevolazione che suona come una discriminazione tra consumatori “semplici” e quelli con addebito bancario. L’Adiconsum di Avellino – conclude la responsabile Adiconsum -, alla luce di ciò, resta in attesa di risposte e chiarimenti da parte dell’ACS appellandosi al dovere di trasparenza, informazione e correttezza nei riguardi della parte contrattuale debole, diversamente questa associazione si vedrà costretta ad interessare le Autorità competenti”.