Addio stress: dagli States è in arrivo il vaccino

0
4

I muscoli si tendono, il cervello si concentra sui pericoli (reali o supposti) e tutto ciò che non è indispensabile viene rimandato a data da stabilirsi. E’ così, a grandi linee, che il corpo e la mente si comportano di fronte a una situazione di stress. Negli ultimi decenni questo termine, preso in prestito dal verbo inglese “to stress” (dal latino “strictus”, stringere), è diventato una delle parole chiave per descrivere la società moderna e le sue ossessioni. Ora uno scienziato americano afferma di essere sulla buona strada verso lo sviluppo di un vaccino a terapia genica in grado di contrastare lo stress alla radice, nel momento in cui il cervello inizia a rilasciare gli ormoni che regolano il nostro modo di reagire alle avversità.

La doppia faccia dello stress. Per Robert Sapolsky, professore di neuroscienze alla Stanford University (California), si tratta di un chiodo fisso da oltre trent’anni: la sua missione, racconta nelle pagine della rivista Wired, consiste nel trovare il modo di limitare gli effetti negativi dello stress, finanche a costo di “manipolare” uno dei meccanismi neurologici più rodati dell’evoluzione. A ben guardare, infatti , lo stress è al contempo amico e nemico degli esseri viventi: come aveva intuito negli anni Settanta l’endocrinologo austriaco Hans Selye, c’è il “distress” (vale a dire il lato oscuro dello stress), ma anche l’ “eustress” (ossia la componente positiva associata a un miglioramento delle prestazioni). Nel quadro di un ipotetico vaccino – per il quale, avverte Sapolsky, mancano comunque degli anni – c’è da chiedersi se e come si distinguerà tra queste due “anime”. Il trattamento, infatti, promette di generare uno stato di “calma concentrata” capace di archiviare restringimenti di stomaco e quant’altro. Ma cosa ne sarà, allora, di batticuori, adrenalina e incaponimento per cambiare la realtà?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here