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“Credo sia doveroso, nel decimo anniversario della morte di Craxi – spiega Rossano – ricordarne la sua opera, tesa ad una politica fortemente riformatrice e ad ancorare il Partito Socialista ad una cultura liberal democratica. Chi, come il sottoscritto, ha vissuto nel Psi gli anni esaltanti che videro Craxi protagonista della scena nazionale ed internazionale, comprende come oggi siano tardivi alcuni omaggi alla sua linea politica, anche perché provenienti da esponenti di una sinistra giustizialista, che nulla fece per evitare il suo esilio. Parimenti tardive e di comodo sono le rivalutazioni di alcuni esponenti politici irpini che contrastarono fortemente ad ogni livello la sua politica riformatrice”.
CALDORO – “Sulla tomba di Craxi ad Hammamet – prosegue – insieme a tanti socialisti, sarà presente anche Stefano Caldoro, candidato alla presidenza della Regione Campania. La scelta operata dal centrodestra, la migliore possibile, realizzerà anche nel segno del pragmatismo craxiano quella concreta svolta nella politica regionale, da tutti attesa. Dovrà essere ora scritta una nuova pagina di buona politica e di buona amministrazione, mettendo finalmente da parte gli sperperi operati da Bassolino e dai suoi sodali”.
UDC E DE MITA – “In questo contesto dovrà essere attentamente valutato il ruolo di alcuni esponenti dell’UdC, anche essi responsabili dello sfascio della sanità campana. Bene ha fatto Pionati ad evidenziare l’ambiguità del partito di Casini, che vorrebbe anche in Campania dettare le regole dell’alleanza, tenendo contemporaneamente aperto un tavolo di trattative col Partito Democratico. Operino il centrodestra ed il presidente indicato Caldoro una scelta coraggiosa: releghino in un angolo l’UdC, che non è forza determinante per la vittoria, come ampiamente mostrato dai sondaggi elettorali. Se alla vittoria del centrodestra dovesse dare malauguratamente il suo contributo l’UdC di De Mita e Casini, ancora una volta il governo della Campania sarebbe sottoposto a ricatti e non potrebbe dispiegare la sua opera fortemente riformatrice. Sarebbe nei fatti una vittoria dimezzata, di Pirro”.
“Spero che – conclude Rossano – l’ottimo presidente indicato Caldoro, che tanto ha vissuto l’esperienza socialista, voglia operare tale scelta, nel segno del coraggio che tanto caratterizzò la vita di Bettino Craxi”.