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La manifestazione rientra nel progetto scolastico dal titolo volutamente allusivo “Da uno sguardo… un altro”, nella consapevolezza che, come sottolinea il poeta francese del primo novecento, J.Bousquet, “il nostro sguardo è ‘contenuto’… prima di essere i nostri occhi…”. Il progetto è stato curato e diretto dalla docente referente Rosa Marì Cerulli. Patrocina la manifestazione l’Assessorato alle Politiche Sociali di Avellino. Madrina ed ospite attesa in queste due giornate, la nota artista e ballerina Simona Atzori. Nata nel 1974, sta affermando in tutto il mondo un approccio all’arte personale e coinvolgente che si caratterizza per il superamento di ogni possibile ostacolo fisico o mentale alla libera espressione. Simona Atzori è un’artista a tutto tondo: dipinge e danza in una maniera unica, speciale… come lei stessa afferma è speciale il modo in cui la sua arte essa prende vita. Simona, infatti, è nata senza braccia, eppure chi assiste ai suoi spettacoli fa fatica a ricordarsene; l’attenzione è sempre rapita dalla bellezza e dalla poesia dei suoi movimenti che in molti definiscono un “volo senza ali”. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, fra i quali il Premio Michelangelo per l’Arte e in particolare per la danza nel 2000, il premio della critica al concorso per coreografi di Hannover e in occasione dell’Holland Dance Festival. Nella consapevolezza che la promozione dei valori della vita debba essere un processo orizzontale, reticolare e diffuso, che deve attivare e mettere in sinergia le risorse e le progettualità diffuse sul territorio, i dirigenti dei due poli scolastici, Vincenzo Lucido e Giovanni Sasso, si dichiarano soddisfatti per la costruzione di questo percorso comune che ha visto durante l’anno la realizzazione di varie attività in rete, un corso di pittura e di fotografia, entrambi rientranti nella progettazione operativa nazionale Scuole Aperte, corsi che per l’appunto hanno offerto la possibilità di un coinvolgimento esteso agli allievi con disabilità. L’atteso incontro con l’Atzori a suggello, dunque, di un percorso di grande riflessione e di esteso coinvolgimento etico e civile affinché, come sottolinea Simona, si possano evitare i pregiudizi e si possa liberamente declamare che “i veri limiti esistono solo in chi ci guarda”.