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Acs – Madaro: “Pago per la stima nei confronti di Ciriaco De Mita”

Avellino – Neanche una scialuppa di salvataggio potrebbe far risalire a galla le sorti dell’Alto Calore Servizi che presenta un bilancio in passivo di 9,5 milioni di euro. Deficit ereditato il 5 novembre 2007 da Donato Madaro, uomo da sempre vicino a Ciriaco De Mita. In questi primi mesi della sua amministrazione avevamo assistito a un Cda compatto che all’unanimità il mese scorso aveva redatto e approvato un piano pluriennale 2009/2011 che avrebbe dovuto rilanciare l’Acs. Ma la situazione era tutta altro che rosea. Lo dimostrano le dimissioni dei consiglieri Ernesto Urciuoli e Francesco Damiano che hanno spodestato lo scorso 30 giugno il Presidente Donato Madaro, privo ormai della sua maggioranza. Un atto che lascia palesemente intravedere i precari equilibri che a questo punto esistono tra… un’ala del Pd e i Popolari di De Mita. “Un atto politico”. Così lo ha definito Donato Madaro. Nel corso della conferenza stampa indetta in mattinata, il presidente della società ha espresso tutta l’amara sorpresa nel venire a conoscenza nel corso dell’ultima assemblea delle intenzioni di due consiglieri del suo Cda:“ Come tecnico aziendalista, ricevo di fatto, una sfiducia politica, attraverso un vero e proprio blitz per far decadere il CdA, paradossalmente dallo stesso partito che mi aveva conferito mandato tecnico solo 7 mesi fa. Senza nessuna contestazione di natura tecnica, prima e dopo l’assemblea, in presenza di un ampio consenso manifestatomi attraverso l’approvazione di un bilancio con quasi 10 milioni di perdita. Dopo i risultati positivi già accertati nel 2008 mi si presenta dinanzi una guerra alle poltrone, con un pericoloso stallo in vista per la gestione dell’ ACS, che non può consentirsi battute d’arresto nella progettualità avviata per il recupero di redditività”. Di fronte a quanto accaduto Madaro ha chiesto una riflessione, in quanto coloro che nel novembre 2007 chiesero la sua nomina perché auspicavano a entrare tutti nello stesso partito (il Pd), oggi dopo la scissione con Ciriaco De Mita si ritrovano l’uno contro l’altro sebbene in questi mesi avevano lavorato fianco a fianco per progetti che cercavano di dare una nuova veste all’Alto Calore Servizi. “Ho pagato la stima per Ciriaco De Mita – ha dichiarato il presidente uscente – che aveva individuato in me le competenze per rilanciare le sorti della società. Invito chi governa i processi politici ad una riflessione seria ed intelligente su quello che è lo stato di crisi economica e di valori, non solo dell’Alto Calore, ma di tutto il contesto territoriale della nostra Provincia. Un dialogo aperto e lucido, scevro da pregiudizi di appartenenza, aiuterebbe senza dubbio chi si trova a gestire enti ed istituzioni a svolgere il proprio lavoro con attenzione alle linee programmatiche, che spettano senza dubbio alla politica, ma con l’autonomia e la serenità delle scelte gestionali utili al risanamento ed al recupero di competitività”. L’attuale gestione aveva ottenuto il plauso dell’assessore all’ambiente Ganapini presentando un progetto per la diversificazione della mission. Si puntava a creare una società che oltre a gestire le acque si occupasse della realizzazione di impianti di depurazione comprensoriale ad integrazione di quello già esistente per la gestione dei RSU unitamente ai reflui liquidi. Un progetto che erediterà la prossima amministrazione di cui conosceremo il volto il giorno 19 luglio. E’ stata infatti convocata da Donato Madaro, come richiesto dai soci in assemblea, l’assemblea ordinaria dei soci alle ore 8.00 in prima convocazione ed occorrendo in seconda convocazione, il giorno 21 luglio per nominare il nuovo presidente e i componenti del Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell’art.13 lett.b dello Statuto Societario.

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