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ACS – Madaro: “La perdita del 2007 è da attribuire al vecchio Cda”

Avellino – A poco più di 24 ore dall’Assemblea dei soci A.C.S. S.p.A. per la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione, mentre la discussione si riaccende sul caso, l’ex presidente Donato Madaro intende comunicare “…con la massima efficacia un dato che si commenta da solo, ma rispetto al quale egualmente proporrò qualche spunto di discussione: al 31 maggio 2008, il bilancio di ACS è in pareggio e più precisamente l’utile di esercizio ante imposte è pari a 376.000,00 euro circa, come da verifica contabile trasmessa al sottoscritto dalla Direzione Generale in data 18 luglio 2008. Tale risultato, addirittura più confortante rispetto alle previsioni di budget 2008 e del Piano Pluriennale 2009-2011, da me proposto ed approvato all’unanimità dal CdA.
In cinque mesi la mia gestione 2008 è riuscita già a riequilibrare la situazione economica della società. Dal mio punto di vista, e non solo, ho raggiunto in tempi record l’obiettivo assegnatomi.
Pertanto, avendo vissuto sulla mia pelle le innumerevoli difficoltà che hanno ostacolato il mio operato, mi ritengo totalmente e pienamente soddisfatto dei risultati raggiunti, anche grazie all’impegno della struttura organizzativa, più volte demonizzata, ma da me assolutamente motivata a dare il massimo nel mettere in campo le preziose competenze mai prima valorizzate.
Tanto mi sembra doveroso nei confronti dell’opinione pubblica e dei sindaci che a suo tempo hanno riposto in me la propria fiducia affidandomi un mandato tecnico in un momento particolarmente critico della vita di ACS.
Apprendo sommarie indicazioni sulle linee strategiche che il Pd intende perseguire per il riequilibrio economico finanziario di ACS ovvero, ‘superamento dell’attuale articolazione in due società, con corrispondente immediato abbattimento del deficit presentato in bilancio dal CdA uscente, potenziamento del core business (cioè dell’attività principale) dell’azienda, pur in un percorso di diversificazione, che potrebbe portarla ad entrare nei settori dell’energia e dei rifiuti, realizzando, però operazioni in grado di eliminare le diseconomie ed abbattere i costi di gestione sull’attività idrica (la bolletta energetica supera i nove milioni di euro annui), creando condizioni utili alla realizzazione di percorsi di sviluppo…’
Niente di più o di meno di quanto da me diffusamente descritto nella proposta di Piano Pluriennale di rilancio, dichiarato in sede di Convegno del 70° anniversario dell’Alto Calore, presentato più volte alla stampa ed approvato in CdA nel mese di maggio 2008.
Corre però l’obbligo di una precisazione: la perdita di esercizio 2007 pari ad euro 9 M/euro circa è relativa al 2007 e, pertanto, assolutamente da attribuire all’operato del precedente CdA.”.

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