Avellino – Libera Città si inserisce nello scontro sull’Ato e sull’Acs. In una nota si legge: “Con un’impudenza pari solo alla sete di potere, l’UdC attacca gli uomini del centrosinistra (Maselli, Di Nunno, De Stefano) affermando che, nella gestione del ciclo integrato delle acque, avrebbero favorito non meglio precisati interessi. Gli irpini conoscono bene la levatura morale e lo stile di vita di Maselli, Di Nunno e De Stefano, da un lato, e di chi li accusa, dall’altro. Tuttavia, ai pochi smemorati vogliamo ricordare un paio di cose: Libera città, insieme con Rifondazione comunista, fu l’unica forza politica ad opporsi allo sciagurato sdoppiamento dell’Alto Calore, che ancora oggi viene pervicacemente mantenuto, nonostante le ispezioni ministeriali e le indagini della magistratura, che hanno portato ad un procedimento giudiziario tuttora in corso; l’UdC, almeno in Irpinia, è un partito padronale, anzi familistico. I trasformisti, che ne costituiscono lo zoccolo duro, oggi tentano di ricostruirsi una verginità, censurando le decisioni che essi stessi hanno imposto, quando militavano sotto altre bandiere. Ma gli avellinesi, che continuano a non essere più fessi dei nuscani, queste cose le sanno bene”.