Acs – La richiesta della Rsu ai soci: “Sciogliete la Patrimonio”

0
175

Avellino – La Rsu dell’Alto Calore Servizi spa – nelle persone di Giuseppe Famiglietti (UGL) e Sabino Tartaglia (CISL) – interviene in merito alle dichiarazioni rilasciate da Lucio Fierro relative alle sue dimissioni dalla carica di Presidente dell’Alto Calore Patrimonio e Infrastrutture, che presenterà nell’Assemblea dei Sindaci Soci indetta per il 30 giugno.
Famiglietti e Tartaglia invitano tutti i sindaci proprietari delle quote e tutte le forze politiche ad una attenta valutazione del caso, per porre fine ad un’annosa questione che sembra aver origine dalla scissione del cessato Alto Calore in due Società.
“Tale scissione – è l’analisi effettuata dalla Rsu – ha prodotto all’Acs un danno di circa 7 milioni di euro in 7 anni, soldi che sono stati sottratti al Bilancio per pagare un prezzo politico inutile”.
La Rsu dichiara di ricordare con estrema chiarezza le parole dette dal Dott. Fierro al momento del suo insediamento. Dichiarazioni riportate, per conoscenza, nella stessa nota: “Se mi dovessi accorgere nel corso della gestione che questa Società risultasse inutile sarei il primo a dimettermi”.
“Qui – continuano – ci sono in ballo 400 lavoratori che non possono permettersi di essere scippati e perdere il lavoro per chissà quali progetti a noi oscuri. C’è di fatto che la Società Patrimoniale non è ancora proprietaria di nessun bene, tranne del fabbricato di Corso Europa, 41 e poche particelle espropriate e intestate al vecchio Alto Calore. Questa Rsu non può giustificare un costo di 900mila euro annui solo per il canone di locazione. Tale enorme somma grava fortemente sul bilancio della società e mette a rischio 400 posti di lavoro.
Tutti i beni realizzati con fondi ex Casmez fanno parte del patrimonio della Regione Campania invece tutte le reti idriche interne ai Comuni sono di proprietà degli stessi Comuni”.
Allora la Rsu pone alcuni interrogativi a tutti i Sindaci Soci: “A che cosa serve questa Patrimoniale? A farci fallire? A far perdere il posto di lavoro a 400 dipendenti? A consegnare al privato ‘amico’ l’Acs fallita?”.
Di conseguenza i 400 dipendenti ed i loro rappresentanti chiedono con forza ai soci di “… voler sciogliere, nella prossima seduta, la Società Patrimonio e Infrastrutture spa per le motivazioni sopra espresse. La decisione che si prenderà martedì è di vitale importanza per il futuro dell’ACS spa e dei suoi lavoratori e solo un’attenta valutazione dei proprietari potrà evitare una catastrofe già annunciata da tempo. Alle forze Politiche questa Rsu chiede di intervenire a sostegno di quanto detto. La trasformazione del Consorzio in due società per azioni, operata dall’Assemblea dei sindaci il 13 marzo 2003, in ottemperanza alle disposizioni legislative, era finalizzata all’affidamento, da parte dell’Ato, del servizio idrico integrato all’Alto Calore Servizi S.P.A., e quindi ad una maggiore tutela del preesistenze. Di fatto il trasformato Consorzio era ed è l’unico soggetto pubblico (che da oltre 60 anni gestisce tale servizio nel territorio delle province di Avellino e Benevento) capace di poter assurgere ad ‘Ente gestore, interamente pubblico’. I lavoratori della Società Alto Calore Servizi sono consapevoli di questo scempio perpetrato e perciò invocano un drastico cambio di rotta, finalizzato al recupero dell’immagine prestigiosa di un Ente di servizio affidabile, funzionale e trasparente”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here