Acs – Il confronto tra gli schieramenti in campo resta un’utopia

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Avellino – Per ora le ipotesi di larghe intese e di confronto istituzionale restano una semplice espressione di volontà.
Di concreto c’è che per fine mese (il 26 e 28 luglio) ci sarà un nuovo, forse ultimo, muro contro muro tra i due schieramenti maggioritari.
All’attenzione dei soci nella nuova assemblea ci sarà ancora una volta, nonostante la doppia bocciatura, il bilancio. Dopo si passerà alla discussione del CdA.
PdL e UdC da un lato, i sindaci del Pd dall’altro: le posizioni degli schieramenti in campo restano le stesse. Così come pure per quanto riguarda la componente di Noi Sud che attraverso il coordinatore provinciale del partito, Colucci, ha riaffermato che, in direzione opposta alla linea del centrodestra, voterà a favore del bilancio nel corso della prossima assemblea societaria.

Sul punto e sulla preoccupante situazione dei dipendenti dell’Ente di corso Europa, è intervenuto l’assessore provinciale al lavoro, Giuseppe Solimine: “Il punto – dice – è garantire all’Acs la funzionalità e soprattutto preservare la serenità dei lavoratori, al fine di poter guardare con rinnovato interesse ad una società che è pubblica. Tutte le ipotesi messe in campo per redimere il contenzioso politico che si è creato, non possono non passare attraverso il riconoscimento degli errori fatti in passato. L’idea del dialogo istituzionale lanciato dal presidente della Provincia Cosimo Sibilia può essere una delle strade percorribili a patto che maggioranza e opposizione siano ben identificate, senza inciuci. Fatto questo passaggio, si può pensare anche di coinvolgere la minoranza nella composizione del CdA. Questo Ente deve restare legato al pubblico e legato al sociale poiché l’acqua è un bene pubblico e risorsa fondamentale per la società civile”.

Se nel centrodestra le posizione dell’UdC è quella più intransigente, come rimarcato anche nella recente nota da Angelo D’Amelio (“… Maselli non ha possibilità di dettare condizioni, starebbe ai partiti se mai, avviare un dialogo, ma le condizioni in cui siamo, lasciano chiaramente intendere che questo non ci sarà”), è lo stesso presidente dell’Acs a riaffermare con forza la propria linea di pensiero: “Le dimissioni rappresenterebbero una mortificazione del lavoro svolto dall’intero Consiglio di amministrazione nell’ultimo anno. Se PdL e UdC avranno la maggioranza, allora procederanno alla revoca ed io sarò pronto a lasciare la presidenza”.

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