Acs, è scontro. L’UdC: “Il Pd vuole davvero la gestione pubblica?”

0
142

Avellino – Vicenda Ato e Alto Calore Servizi, prosegue a colpi di comunicati stampa lo ‘scontro’ in atto tra i coordinamenti locali di Pd e UdC. Dopo il nulla di fatto dell’ultima assemblea dei soci dell’Ente d’ambito territoriale che sovrintende alla gestione del servizio idrico in Irpinia e nel Sannio, democratici e centristi di Avellino hanno dato vita ad una vera e propria ‘rissa’ alimentata da interventi sempre più aspri.
Oggi si registra un nuovo intervento da parte della segreteria provinciale dell’UdC.
“Non ci appassiona la polemica con personaggi di second’ordine, ma stiamo ai fatti – si legge nella nota – Allora come oggi si impediva l’affidamento del servizio idrico. I personaggi coinvolti sono gli stessi. Era il 30 giugno del 2003 e l’Alto Calore presieduto allora da Michele Iannicelli, oggi autorevole esponente del Pd, che a questo punto potrebbe dire cosa pensa e cosa sa, chiedeva all’Ato l’affidamento del servizio idrico. L’Ato era presieduto da De Stefano, oggi maitre à penser di questo partito di nani. Ebbene, con una procedura totalmente illegittima, si impedì ai sindaci di votare. Allora come oggi. Oggi si ripete lo stesso copione, con le stesse maschere, mettendo in scena la stessa commedia del già visto.
Infine, a chi solleva dubbi sulle nostre intenzioni chiediamo di far esclusivo riferimento ai fatti, che rappresentano l’unica unità di misura della nostra coerenza.
Non c’è stata alcuna forzatura, ma siamo riusciti a smascherare l’ipocrisia del Pd. Davvero vogliono l’affidamento in house e la gestione pubblica? E allora avrebbero dovuto deliberare. Sarebbe stato sufficiente.

In nove anni, da quando cioè esiste l’Ato Calore Irpino, quella di giovedì scorso è stata la prima volta che l’assemblea è stata chiamata a decidere sull’affidamento. L’autoconvocazione ha quindi rappresentato l’unica strada percorribile per ottenere questo risultato e per promuovere questa iniziativa, ma anche per mettere a nudo il tentativo che correva sottotraccia, quello di costituire una nuova società per l’affidamento del servizio. Un’operazione ad esclusiva regia del Pd. Questo è l’unico discrimine che esiste tra chi realmente vuole la gestione pubblica e chi no.
In conclusione, ma davvero è possibile che i dirigenti del Pd non sappiano che lo sdoppiamento del consorzio interprovinciale Alto Calore in due società per azioni fu fortemente voluto dall’allora presidente dell’Alto Calore, Enzo De Luca, con la consulenza dei professori Tessarolo e Fazioli? Viceversa, se sanno, come sanno, è possibile che questo velato attacco a De Luca non sia altro che l’avvio di una strategia elettorale a supporto del senatore Mancino? Siamo portati a non escludere questa ultima circostanza…”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here