Acs, De Stefano: “Abbiamo dato un segnale di responsabilità”

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Questa mattina sono iniziate le procedure per formalizzare il passaggio di nomine tra il vecchio e il nuovo Cda dell’Alto Calore Servizi.
Infatti dopo la seduta infuocata di ieri, Lello De Stefano, con il 46,4 per cento dei voti, si appresta ad occupare la presidenza della società di Corso Europa: “Stiamo facendo il cambio delle consegne, ma ufficialmente sarò in carica domani – precisa -. Ci auguriamo che inizi così, un nuovo corso nell’interesse dei cittadini, dei lavoratori e dei comuni soci. Il primo ringraziamento va proprio ai sindaci che con un gesto di responsabilità hanno consentito a questa azienda di non fallire, e ai dipendenti di ricevere gli stipendi. Un ringraziamento particolare anche ai rappresentanti di Scelta civica, l’intesa con il Pd ha dimostrato l’inutilità della tensione sul voto della Provincia. Denoto, invece, con dispiacere che non c’era alcun altro sindaco della precedente gestione, D’Ercole è stato, lasciato solo, quando sono diventati minoranza non si sono preoccupati più delle sorti dell’azienda e hanno preferito abbandonare l’aula”.
Votare il bilancio è stato un gesto di responsabilità per il neo-presidente, giudizio non condiviso da tutti, al’interno del Pd stesso e di Sel, infatti il voto favorevole è stato interpretato da alcuni come un paradosso, dal momento che i democratici non hanno mai nascosto il loro dissenso nei confronti della vecchia gestione. “Non capisco di cosa stiamo parlando – risponde De Stefano -, si tratta di un consunto del 2012, noi risponderemo dal giorno di Sant’Anna in poi. L’azienda non poteva non approvare il bilancio, era questa la nostra posizione anche nel 2010, avevamo sempre detto al centro-destra di approvare il bilancio e poi di cambiare la maggioranza, loro non lo fecero e hanno cominciato a rovinare quest’azienda mettendo le mani in un bilancio, che era quello di Maselli, che finalmente chiudeva l’esperienza disastrosa della società Patrimonio che aveva ovviamente danneggiato i conti di Acs. Loro non lo fecero e di questa transazione ne sono rimasti ancora i debiti che si sono ulteriormente portati avanti nel tempo”.
L’unico segnale di continuità col governo D’Ercole sarà ottenere l’affidamento del Servizio Integrato della gestione delle acque. Più volte, il vecchio presidente aveva ribadito che l’Ente da lui presieduto, era stato danneggiato dall’Ato per motivi politici. Infatti dopo aver inoltrato alla società una richiesta ufficiale per l’ottenimento in forma diretta della gestione del SII, nella provincia di Avellino e Benevento, nulla era stato ottenuto. “Adesso abbiamo tre posizioni vicine al Pd – chiosa De Stefano, tra l’altro presidente dell’Ato dal 2002 al 2005 -, quella di Benevento, quella di Avellino e quella del commissario dell’Ato, quindi si tratta solo di scaricare le tensioni. Il Servizio Idrico Integrato sarà il nostro primo obiettivo e se non avessimo approvato il bilancio non avremmo potuto proseguire in questa direzione. Il nostro progetto è valorizzare le risorse idriche irpine, allentare le tensioni sull’ente, costruire un affidabilità gestionale e farlo diventare finalmente azienda. Ho sempre creduto nell’acqua pubblica, risorsa importantissima per l’Irpinia, diamo acqua a tre regioni, Puglia, Basilicata e alla città di Napoli; non è giusto passare per un provincia che ha una classe dirigente che non sa tutelare il proprio patrimonio. Rispettiamo le potenzialità di una provincia che merita la giusta attenzione”.
Nonostante le buone intenzione il nuovo Cda dovrà fare i conti con la gravissima crisi debitoria che attraversa l’Ente, ma De Stefano rassicura: “La situazione è difficilissima, abbiamo un’ azienda con costi strutturali rilevanti per quanto riguarda energia elettrica e costi gestionali, ma la prima cosa sarà dare certezza ai posti di lavoro. La struttura diventerà una vera azienda senza discriminazioni, inoltre grazie alla Spending Review sono state tagliate le indennità elevate, percepirò un’indennità di mille euro, inoltre all’insegna del risparmio, non più un consiglio a cinque ma a tre. Si evita altresì la duplicazione di presidente e amministratore delegato. Prima ogni decisione veniva presa dal Cda, da oggi fungo anche da amministratore delegato quindi risponderò di tutto”.
(di Rosa Iandiorio)

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