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Sulla stessa lunghezza d’onda il delegato della Provincia Girolamo Giaquinto che, prima di ogni cosa, intende approfondire brevi manu il concetto di ‘apertura’, soggetto a molteplici definizioni.
“In alcuni casi – ha spiegato – le convergenze larghe sono utili. Ma in situazioni come questa, in cui i numeri sono chiaramente dalla nostra parte – e lo ha dimostrato la mancata approvazione del bilancio – la vera apertura deve arrivare dalla controparte. La convergenza potrebbe essere discussa in un secondo momento, a patto che il presidente dell’Acs e l’intero Cda si presentino dimissionari”.
Dunque la “larga intesa”, qualora ce ne siano i presupposti, è rinviata ad un secondo momento e, se tutto dovesse andare che auspica il Pdl, potrebbe riguardare la scelta dei futuri vertici della società di Corso Europa. Dunque, solo in caso di un passo indietro da parte degli attuali vertici il Pdl si dice pronto a scendere a miti consigli ed intavolare un confronto. Ma le idee, in casa azzurra, sono molto chiare. “Innanzitutto – continua Giaquinto – noi siamo per una gestione unitaria. La scissione tra Patrimonio e Servizi aveva la sua ratio nel periodo in cui è stata disposta. Oggi i tempi sono cambiati e il disagio dello sdoppiamento è stato ampiamente manifestato anche dagli stessi presidenti delle due società. A questo punto la scelta più razionale appare quella di una definitiva fusione”.
Secondo le intenzioni del Pdl, a quanto sembra, lo scopo è quello di ricalcare negli enti la stessa ‘impronta’ della neonata società IrpiniAmbiente, deputata alla gestione del ciclo integrato dei rifiuti. “Abbiamo tracciato un percorso – ha concluso Giaquinto – Una gestione pubblica, nessun carrozzone politico, un manager tecnico super partes: sono questi i presupposti del buon funzionamento”.