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Acs – Appello dell’Ugl alla politica: “Approvate il bilancio”

Avellino – Dopo i lavori assembleari del 7 giugno riguardanti l’Alto Calore Patrimonio & Infrastrutture, l’Ugl registra una “ulteriore confusione” tra le due Spa: ACS e ACP. “Non si riesce a comprendere – spiega Giuseppe Famiglietti, responsabile della Ugl Energia – il perché di alcune scelte politiche poste in essere e che non servono alla risoluzione del problema principale che è l’affidamento del Servizio di gestione entro e non oltre il 31 Dicembre 2010. Eppure, i sindaci irpini e sanniti sono quasi gli stessi sia per l’Ato che per l’Acs e l’Acp. Eppure le conclusioni a cui arrivano, nelle assemblee, sono diverse. Tutti gli interessati, indistintamente dalla loro posizione politica, dichiarano che l’obbiettivo finale dovrà essere quello dell’affidamento del Servizio all’Alto Calore di Avellino e che nessun posto di lavoro si perderà. Intanto, il tempo passa inesorabilmente e la politica si logora per trovare una soluzione finale che potrebbe essere l’ennesima spartizione di potere”. Il sindacato vorrebbe dunque delle risposte urgenti, precise e chiare da parte della politica, delle istituzioni e dei soci. “Ci sono in gioco posti di lavoro – insiste Famiglietti – e la salvaguardia del bene acqua, un diritto fondamentale e non certo una merce regolata solo dal profitto. Se non si riuscirà a comprendere bene questo concetto allora pagheranno a caro prezzo le categorie più deboli, i lavoratori del settore, tutto il territorio irpino e sannita. L’acqua deve essere gestita solo dal pubblico che può assicurare la continuità dell’erogazione, al prezzo più basso possibile. Pertanto la Ugl chiede alle forze politiche di ogni posizione, ai sindaci soci, alle istituzioni provinciali e regionali, a tutte le persone che hanno a cuore la salvaguardia del bene acqua e del territorio di fare un passo indietro e recuperare una posizione giusta con spirito cooperativo e risolutivo che possa salvaguardare i lavoratori del settore con una scelta definitiva e razionale per il bene di tutti. Il settore idrico è oggetto di lottizzazioni scellerate, su tutto il territorio Nazionale, da parte dei privati che poco si interessano dei posti di lavoro. Fate in modo di non mettere in liquidazione circa 400 lavoratori (in questo caso quelli dell’ACS) e di conseguenza il 29 Giugno approvate il bilancio consuntivo 2009 dell’ACS così dimostrerete di aver svolto il ruolo che vi compete, assumendovi tutte le responsabilità dovute, sia come soci che come rappresentanti delle comunità. Non si può giocare sulla pelle dei lavoratori per velleità personalistiche o di parte”.

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