
Avellino – Acqua pubblica ‘bene comune’. E’ questo il tema affrontato questo pomeriggio al centro sociale “Samantha della Porta” su iniziativa di Gennaro Imbriano di Movimento per la Sinistra, che ha convocato un parterre di eccezione: Franco Maselli presidente dell’Alto Calore Servizi, l’ex senatore Angelo Flammia e il segretario della Cgil Vincenzo Petruzziello. Presenti in sala tra gli altri anche il segretario provinciale di Sinistra democratica Giancarlo Giordano e le rappresentanze sindacali. L’iniziativa nasce dalla volontà di fermare il decreto legge del Governo che prevede il progressivo passaggio in mani private della risorsa idrica. “L’Irpinia è un importantissimo serbatoio per il Meridione – ha ribadito Imbriano – e il Governo Berlusconi vuole portarcelo via. Privatizzare l’acqua vuol dire che entro il 31 dicembre del 2010 cesseranno gli affidamenti in house e che quindi i privati, attraverso una gara d’appalto, entreranno nelle società miste, fino ad assumerne il pieno controllo. Questa scelta contrasta con quello che è il sentire comune: diminuiranno le garanzie per i lavoratori del settore idrico, aumenteranno i costi di utenza e di gestione. Lo dimostra il fatto – continua Imbriano – che da Parigi ad Atlanta, lì dove l’acqua già era stata privatizzata, oggi si torna indietro. C’è bisogno di contrastare il decreto legge con un movimento che parta dal basso: i sindaci dei nostri territori devono inserire all’interno degli statuti comunali, così come ha fatto la Regione, il principio che l’acqua è un bene comune”. Una riflessione di carattere più politico l’ha fatta Angelo Flammia per il quale la politica nostrana è ancora troppo impantanata nelle manovre di gestione del potere: “Le forze politiche che hanno un minimo di senso sociale non possono stare a guardare. Non si può non dire che chi governa la Provincia a Roma vota contro il Mezzogiorno e qui dice altro. Siano coerenti!”. E un punto focale lo tocca l’ex senatore: la necessità di una gestione oltre che pubblica, efficiente e trasparente. “Negli enti devono starci persone competenti, non unte dai partiti, altrimenti facciamo il gioco di Berlusconi che sponsorizza il privato perché il pubblico non funziona. L’acqua è l’oro dell’Irpinia, ma non abbiamo difeso abbastanza la nostra ricchezza. Dobbiamo mettere in campo un movimento articolato e di massa. E chi – conclude in tono polemico Flammia riferendosi ai partiti – non recepisce questo messaggio, non deve avere il nostro consenso”.
Ma il vero one-man show della serata è stato Franco Maselli che ne ha approfittato per “sfogarsi di tutte le mistificazioni e della disinformazione” di cui è vittima l’ente da lui presieduto. “Alto Calore Servizi ha sempre provveduto alla fornitura anche in quelle contrade sperdute, abitate da una sola famiglia, perché l’acqua è un bene fondamentale. Pensate che un privato possa avere lo stesso interesse? Il problema è di carattere istituzionale: se non c’è un soggetto pubblico che si fa carico ad esempio della ristrutturazione delle reti, che non finanzia il gestore, beh allora lo facciano gli organi preposti: Regione e Comuni. Questi costi sono enormi per l’ACS, costi di cui non dovrebbe neanche sobbarcarsi, eppure spesso lo fa, pur di garantire il servizio”. Se la prende un po’ con tutti Maselli: dai giornalisti che parlano di fannulloni all’Acs, di buchi economici, di gestione inefficiente, fino ad arrivare alla Regione Campania che a Benevento fornisce l’acqua e quindi lì la bolletta è più leggera, e che ha dato il suo assenso allo sblocco dei lavori per la Pavoncelli bis senza prima garantire il ristoro idrico alla provincia donatrice, cioè l’Irpinia, come peraltro chiesto da lui personalmente all’assessore regionale Ganapini. “Le quotidiane critiche all’Alto Calore Servizi sono strumentali e politiche. Sono presidente dell’ente perché mi è stato chiesto di assumere questo ruolo. Non ho problemi a lasciare perché non campo di politica io. Ma le polemiche vuote, alimentate da certi giornalisti che sposano cause partitiche, non poggiano su alcun dato. Chiunque – ha concluso il presidente Maselli – può venire alla presidenza dell’Acs e chiedere di visionare il dossier che abbiamo compilato con cifre e numero di dipendenti. Non abbiamo personale in eccesso, anzi rispetto ad altri enti forse ne abbiamo in difetto”. E a smorzare le polemiche che nascono da lontano, ossia dallo sdoppiamento del consorzio in Alto Calore Servizi e Alto Calore Patrimoni (di cui è presidente Lucio Fierro ndr), ci prova il segretario Cgil Petruzziello: “Basta con le diatribe, non se ne può più. Sono altre le questioni che dobbiamo porci in questa battaglia per l’acqua: innanzitutto la tutela dei posti di lavoro, poi l’efficienza del servizio e il problema delle tariffe. Noi dobbiamo dimostrare praticamente che il pubblico è meglio del privato. Dobbiamo bloccare la scelta scellerata del Governo e per farlo ci vuole un movimento dal basso, non polemiche inutili”.