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“L’art. 8 – scrive Giusto – propone gli obiettivi del nuovo Statuto: un lungo elenco di principi a cui dovrà ispirarsi la nuova Regione. A questo articolo proposi un emendamento che riconoscesse l’ acqua e l’aria quali beni comuni dell’umanità di valore universale, indirizzandone l’utilizzo all’interesse pubblico. Ci sono volute ben quattro o cinque sedute del Consiglio per sciogliere il nodo fra quanti non volevano votare questo emendamento e tanti altri colleghi che, invece, lo sostenevano generosamente. Alla fine la legge regionale 28.05.2006 n. 6 è stata approvata con l’inclusione (art. 8 lettera “u”) del mio testo”. Dunque spetta a chiunque, in Regione Campania, rispettare la legge fondamentale che prescrive, rispetto a questi beni, cosa si deve fare. “Ho voluto riprendere questi argomenti – spiega Giusto – perché in questi giorni l’acqua è tornata al centro dell’agenda politica. Il Governo Berlusconi in queste ore sta approvando definitivamente il Decreto Legge che rivoluzionerà la gestione della rete idrica del Paese spalancando l’affare ai privati, costringendo il parlamento ad un voto di fiducia. Allo stesso modo la Giunta Regionale, ignorando lo Statuto, sul Bollettino n. 67 del 02 novembre u.s. ha indetto con Decreto Dirigenziale n. 731 una gara per l’ affidamento ad un soggetto privato la gestione di due acquedotti regionali. Sarebbe doveroso, invece, che la Regione ritirasse questo decreto dirigenziale, lasciando una gestione pubblica dei due acquedotti, e che impugnasse di fronte alla Corte Costituzionale l’art. 15 del decreto Fitto – Calderoli sulla privatizzazione delle reti idriche”. L’acqua è un diritto di tutti e il consigliere Giusto invita il presidente Antonio Bassolino a dire con chiarezza che l’acqua non si tocca.
“Perché la Campania – si chiede Giusto – ha dimenticato cosa prevede lo Statuto? Perché non si è mai discussa la mia proposta di legge presentata il 18.01.2006 che al primo rigo della relazione recita: ‘L’acqua è fonte indispensabile di vita, in quanto tale, è bene comune dell’ umanità’.