Acp – Rossano (MèL): “Impossibile l’affidamento in house all’Acs”

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Avellino – “Vengono finalmente al pettine alcuni nodi del grande imbroglio dello scorporo del vecchio consorzio idrico nelle due attuali società”. Ad affermarlo è Claudio Rossano, esponente di Merito è Libertà-AdC, commentando la convocazione della conferenza stampa di Lucio Fierro sull’imminente assemblea dei sindaci afferenti all’Alto Calore Patrimonio.
“Oggi – spiega – a circa sei anni e mezzo dalla costituzione di Alto Calore Patrimonio, i Sindaci saranno di fronte al dubbio amletico proposto dal presidente Fierro se sciogliere o conservare tale società. Ma prima di operare tale scelta, che incide sui bilanci dei singoli Enti proprietari di quote azionarie, i Sindaci dovrebbero ricevere apposita delega dai singoli consigli comunali, allo scopo convocati. Verrà posta in essere tale procedura? Cosa di concreto ha fatto la società Alto Calore Patrimonio nei sei anni e mezzo in cui è stata in vita? E’ oggi possibile restituire le quote di Alto Calore Patrimonio spa alla società Alto Calore Servizi, dicendo nei fatti: “Abbiamo scherzato per oltre sei anni”? Ma nella situazione odierna, la società Alto Calore Patrimonio è una società per azioni e la reale proprietà dei suoi beni è oggetto proprio di quel giudizio penale a cui prima facevo riferimento. Tale ingarbugliato contesto giuridico determina la paralisi della società e la mancata risoluzione del dubbio amletico”.

A rendere più inquieto il quadro secondo Rossano, l’agitazione delle rappresentanze sindacali. “Oggi – continua – i sindacati vorrebbero una sollecita riunificazione delle due società in una unica spa che l’Ato dovrebbe individuare, senza gara alcuna, quale gestore unico delle risorse idriche. Ma, come tutti ben sanno, ciò contrasta con le più recenti normative in materia di affidamento di servizi pubblici locali. E poiché l’Ato comprende anche comuni del Sannio, nei quali non è presente la società Alto Calore Servizi, non è possibile il cosiddetto affidamento in house. E’ bene anche ribadire che, contrariamente a quanto ritengono i sindacalisti, che nessun rischio corrono i lavoratori legittimamente assunti, in quanto l’attuale normativa impone al cosiddetto gestore unico l’assunzione di tutti i lavoratori delle aziende acquedottistiche presenti sul territorio. E poiché vi è stato un evidente sperpero di risorse pubbliche, dovrebbe essere effettuata una seria indagine sulle anomale assunzioni che hanno enormemente gonfiato l’organico lavorativo dell’Alto Calore. Ma di tali vicende nessuno ad Avellino parla perché gli assunti qualche volta erano parenti di coloro che dovevano indagare”.

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